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    Genoamania: i cinque cambi sono l'ennesimo favore ai grandi club

    Genoamania: i cinque cambi sono l'ennesimo favore ai grandi club

    • Marco Tripodi
    "Tutto deve cambiare affinché nulla cambi". La celebre frase esternata da Don Fabrizio di Salina nel Gattopardo sembra calzare a pennello per descrivere una delle novità che ci attendono al rientro in campo della Serie A: le cinque sostituzioni per partita. Per la prima volta anche nel massimo campionato italiano si potrà fare ciò che in Lega Pro accade già da due stagioni: cambiare in corsa quasi mezza squadra.

    FAVOREVOLI - Una norma temporanea, ufficialmente pensata per favorire il recupero fisico dei calciatori in un periodo caratterizzato da un calendario fittissimo. Proprio per questo motivo molti addetti ai lavori, tra cui il tecnico del Genoa Davide Nicola, si sono detti favorevoli all'introduzione di questa novità, auspicando che la regola da transitoria possa divenire perenne in breve tempo. Un appello che molto probabilmente non resterà inascoltato.
    Gli allenatori vedono nei cinque cambi un'opportunità per gestire al meglio i propri organici, garantendo più spazio a tutti e meno musi lunghi nello spogliatoio. Inoltre questa regola permetterebbe di avere giocatori sempre più pronti dal punto di vista mentale e più freschi sotto l'aspetto fisico. Insomma, una vera manna per chi spesso ha problemi nel gestire rose spesso esageratamente extralarge.

    LA BILANCIA - Eppure questa regola rischia stravolgere ulteriormente il gioco, facendolo somigliare molto di più al basket o alla pallanuoto che al calcio. Cosa di cui, francamente, non si capisce la necessità. Come se non bastasse aspettiamoci di vedere una bilancia già squilibrata pendere sempre più dalla parte dei più forti. E' indubbio infatti che a beneficiarne maggiormente saranno quei club che possono disporre di una panchina lunghissima, con un tasso tecnico assai elevato. Non tutti i tecnici hanno il privilegio di girarsi verso le proprie riserve quando le cose non vanno come vorrebbero e ad occhi chiusi pescare una carta a caso per scompigliare il tavolo. Questo è un lusso che solo i top team possono concedersi. Ma anche alcuni di loro, domani, non hanno la certezza di poter continuare a farlo.

    STRAVOLGIMENTO - Qualora la nuova norma dovesse diventare definitiva prevedibili ripercussioni ci saranno infatti anche sul mercato. Se fino ad oggi i club di punta potevano permettersi un organico con venti calciatori di prima fascia e giusto una manciata di gregari, con la nuova regola il numero dei primi salirà ulteriormente, a tutto discapito delle società meno attrezzate economicamente alle quali resteranno sempre meno briciole da spartirsi. Ma a rimetterci, ovviamente, sarà anche lo spettacolo di tornei nazionali che saranno se possibile ancora più scontati di quanto non siano oggi. Inevitabilmente a vincere alla fine saranno sempre gli stessi. Agli altri non resterà che consolarsi pensando ad un nobile di fine '800. No, non il principe di Salina ma il barone De Coubertin. 

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