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    Genoamania: la dura legge di Max Pezzali

    Genoamania: la dura legge di Max Pezzali

    • Marco Tripodi
    Quasi un quarto di secolo fa Max Pezzali usava una metafora calcistica per spiegare quanto nella vita serva essere concreti. Una frase, la sua, entrata nel parlato comune e spesso abusata da chi si trovava a raccontare le difficoltà realizzative di una squadra. Proprio come il Genoa che malgrado un gioco propositivo e generoso continua a fare una tremenda fatica a segnare.

    MIRA SBILENCA - Ieri contro l'Empoli non sono bastati 17 tiri, di cui 8 nello specchio della porta più uno respinto dalla traversa, per scardinare la rete della seconda difesa più perforata di A. Il Genoa ci ha provato in tutti i modi. Con azioni manovrate, con tiri da fuori, con cross da ambo le fasce, su calcio piazzato. Il risultato è stato però quello che si leggeva sul tabellone a fine partita: zero. Per la quattordicesima volta in campionato il Grifone non è stato in grado di violare la porta avversaria. Un dato significativo che va al di là dei pur evidenti torti arbitrali subiti anche ieri. Numeri che esplicano alla perfezione tutte le difficoltà di una squadra costruita male in estate e rappezzata alla bene e meglio in inverno.

    NIENTE MIRACOLI - Come si è detto tante volte, Blessin ha il merito per nulla indifferente di aver ridato identità ed orgoglio ad una squadra che ne era priva. Ma non essendo Padre Pio non è ancora hai uscito a colmare anche l'ultimo gap. Che poi è anche quello più importante. Perché per salvarsi bisogna vincere e per vincere bisogna segnare. E il Genoa questo non lo sa ancora fare. Per dirla alla Max Pezzali: "È La dura legge del gol. Fai un gran bel gioco però" se non segni alla fine esultano gli altri..."

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