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Uno spiacevole flashback. Assistere ieri a Genoa-Udinese è stato un po' come riportare le pagine del calendario indietro di otto giorni. La gara del Grifone con i friulani è apparsa per certi versi una riedizione di quanto visto contro il Brescia due sabati fa. Con una sostanziale e vistosa differenza: l'esito finale.

Dal 3-1 rifilato alle rondinelle all'1-3 incassato dai bianconeri il percorso seguito dai rossoblù è stato praticamente il medesimo. Solo che questa volta mezz'ora di buon gioco non è bastata per avere la meglio su un rivale tutt'altro che irresistibile. La specularità dei due risultati è il naturale riflesso dell'andamento di due gare disputate ed interpretate alla stessa maniera da Pandev e compagni. Solo che mentre con il Brescia si era sonnecchiato per il primo tempo e mezzo salvo poi rinvenire fragorosamente nel finale, anche grazie ai cambi in corsa di Thiago, contro l'Udinese è accaduto l'esatto opposto, anche per via dei subentranti. Ma se sabato scorso il cinismo ti aveva premiato, ieri quello altrui ha finito per condannarti.

Nessun passo indietro da parte del Grifone, come tanti sostengono. La gara di ieri è stata praticamente identica a quella disputata con i friulani, la cui caratteristica principale è stata l'umoralità di un Genoa totalmente in balia degli episodi. Quando questi sono favorevoli allora la squadra vola sulle ali dell'entusiasmo.  Ma appena il vento cambia direzione tutte le certezze si tramutano in paure.
Nessun progresso nè regressione quindi per il Grifone di Thiago Motta ma una linearità preoccupante, anche se l'attenuante del poco tempo a disposizione per lavorare al meglio, complice anche il calendario fittissimo, non si può non considerare.  Il problema è che adesso la classifica fa davvero paura. Tutte le tre squadre che stanno dietro ai rossoblù devono recuperare una gara. Il che significa che nel migliore dei casi il Genoa è in questo momento virtualmente terzultimo, in piena zona rossa. E sabato si va a Napoli, in casa di una squadra avvelenata da un rendimento deludente che non può più permettersi passi falsi, specialmente di fronte al proprio pubblico.

Il cammino del vero Genoa di Thiago Motta probabilmente comincerà proprio dopo il rendez-vous del San Paolo. La sosta del campionato da questo punto di vista non può che aiutare il timoniere rossoblù a riflettere sui propri errori nel tentativo di rimettere il vascello su quella linea di galleggiamento che oggi a fare quasi un miraggio.