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Il Genoa sta riuscendo in un miracolo che nessuno scienziato o pensatore è riuscito a realizzare in millenni di storia umana: fermare il tempo. 

DEJA-VU - A guardare il Grifone oggi si ha l'impressione che nonostante la data sul calendario dica il contrario le sue pagine siano rimaste bloccate ad un anno fa. Soprattutto se ci si concentra su gioco e risultati. Thiago Motta sembra una copia di Ivan Juric e il suo Genoa ne è la naturale conseguenza. E non solo per il fatto che a guidarlo è oggi come ieri un ex idolo della Gradinata Nord. Il Grifone con l'accento portoghese assomiglia sempre più a quello filo-balcanico di chi l'ha preceduto. Una squadra con tante idee, forse anche troppe, che però nella maggior parte dei casi restano solamente intenzioni. A tutto favore di chi lo incrocia sul proprio cammino.
Proprio come quello di Juric anche il Genoa di Thiago spesso appare vittima della sfortuna. Gioca bene, a tratti, punta sempre a segnare un gol più dell'avversario, indipendentemente da chi esso sia, ma alla fine di sostanza ne resta poca. Il dubbio è che la filosofia tattica che accomuna i due allenatori mal si adatti con le esigenze di una squadra priva di identità e personalità. Un mantra ripetuto tante volte che ha come unico effetto quello di vedere esultare sempre o quasi solo gli avversari.

CORSI E RICORSI - Per una clamorosa concomitanza di date ed eventi martedì i rossoblù affronteranno il quarto turno di Coppa Italia contro una formazione di categoria inferiore. Esattamente ciò che 362 giorni prima costò il posto a Juric il quale, venendo eliminato dall'Entella dopo aver perso la domenica precedente di misura con il Torino (!), dovette salutare la Lanterna. Un destino al quale difficilmente scamperebbe Thiago Motta qualora le cose con l'Ascoli non dovessero andare come spera. Ma se così fosse sarebbe evidente che oggi come ieri le colpe non potrebbero essere riversate tutte solo sulle spalle di chi le sconta. 

Thiago ha idee innovative, come le ha Juric, che probabilmente lo porteranno ad avere una grande carriera da tecnico. Ma cercare di metterle in pratica per la prima volta in una squadra che da troppo tempo sembra condannata a badare più alla sostanza che alla forma sembra una mossa controproducente. Al Genoa serve concretezza. Gol e non fronzoli. Catenaccio e ripartenze e non tiki-taka fine a se stesso. E la classifica, in maniera chiara ed impietosa, sta lì a testimoniarlo. Oggi come ieri.