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La tanto sospirata ciliegina alla fine non è arrivata. La punta di esperienza, in grado di garantire un numero di gol da doppia cifra è rimasta un'intenzione. Ma la torta confezionata dagli uomini mercato del Genoa resta comunque ricca e succulenta. Certamente la più gustosa da molti anni a questa parte.

A donarli un sapore unico ha contribuito l'ingrediente a sorpresa originario della Danimarca ma sbarcato a Genova dopo essersi affinato in Olanda. L'arrivo in rossoblù di un campionissimo come Lasse Schone rappresenta un enorme valore aggiunto non solo per il Grifone ma per tutto il calcio italiano. Ma il principe di Danimarca non è stato l'unico importante investimento fatto da Enrico Preziosi in questi mesi. L'arrivo a zero euro di Cristian Zapata, il ritorno sull'altra sponda del Bisagno di Riccardo Saponara e il notevole investimento fatto su Andrea Pinamonti, diventato più caro acquisto nella storia del club più antico d'Italia, dimostrano come questa estate il Genoa abbia deciso di fare le cose davvero per bene.

A questi importanti tasselli bisogna poi aggiungere altre tessere di un mosaico completato da arrivi all'apparenza secondari, ma  in realtà fondamentali nell'economia in una stagione. In particolare sono state rivoluzionate le corsie esterne con gli innesti di Barreca e Pajac a sinistra e quelli del figliol prodigo Ghiglione e del nazionale danese Ankersen a destra. Una batteria di laterali valida, variegata e dall'età media relativamente bassa, che poche squadre possono vantare in Serie A.

  Come da tradizionale filosofia societaria il Genoa non si è poi scordato di compiere anche qualche operazione in prospettiva. In questa ottica rientrano gli ingressi a centrocampo dei giovani Agudelo e Cassata. Elementi  attualmente in seconda fila nelle gerarchie di Andreazzoli ma con concrete possibilità di scalare qualche posizione nei mesi a venire. Il tesseramento dello svincolato (e finora assolutamente misterioso) Gumus e il prestito del mancino Goldaniga vanno infine a completare una rosa che come richiesto dal neo tecnico rossoblù può vantare almeno due giocatori per ogni ruolo.

Per fare un'analisi complessiva sulla campagna acquisti-cessioni 2019 non si può però tralasciare la voce relativa alle uscite. Per la prima volta da tempo immemore Preziosi e soci hanno blindato tutti i propri gioielli, e non solo a parole. La mossa fondamentale a tal proposito è stata la conferma dei pilastri difensivi Radu e Romero, ceduti rispettivamente a Inter e Juventus ma mantenuti ancora un anno all'ombra della Lanterna. Dalle loro conferme e dalla resistenza opposta agli assalti portati da più parti ai vari Biraschi e Kouame si è trovata la forza anche economica per creare il nuovo Grifone.

Al netto di tante considerazioni non si può negare che alla fine il giudice come sempre inappellabile sarà il campo.  Ma non resistendo alla tentazione di farlo a bocce ferme sarebbe ingeneroso assegnare alla pagella rossoblù un voto inferiore al sette e mezzo.