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Genoamania: sognando ma non troppo

Genoamania: sognando ma non troppo

  • Marco Tripodi
Sognare è lecito. Anzi è quasi doveroso per chi ultimamente ha pagato la propria passione soffrendo dannatamente. D'altronde il calcio vive di questo. E dunque se dopo il migliore degli esordi possibili il popolo del Genoa vivrà qualche giorno di gloria è giusto lasciargliela godere. Al netto di tutti i se e di tutti i ma.

In fondo al Grifone non capita tutti i giorni di stravincere una gara come si è fatto ieri. Lo dimostrano le statistiche che raccontano di come da oltre quattro anni il club più antico d'Italia non buttava 4 palloni nella rete avversaria nel corso della stessa partita. Correva il maggio 2016, il tramonto del regno di Sua Maestà Gian Piero Gasperini. Praticamente un'era geologica fa. Da allora tutto è cambiato in casa rossoblù. E non certamente in meglio.

In quasi un lustro i fedeli del Grifone hanno patito le pene dell'inferno, scampandone le fiamme all'ultimo secondo in tre campionati su quattro. Lecito, come detto, che quindi oggi chi in questi anni ha patito così tanto porti stampato sul volto un sorriso a 32 denti e conservi nel cellulare lo screenshot di una classifica che per quanto parziale e provvisoria fa comunque bene al cuore.

Attenzione però a volare troppo alto. Non è la prima volta che il Genoa parte a mille. Anzi, anche nelle ultime due stagioni la prima uscita interna stagionale era coincisa con un successo. Era accaduto a Ballardini nel 2018, quando il 3-1 inflitto all'Empoli si rivelerà nove mesi più tardi provvidenziale per la salvezza dei rossoblù. E anche Andreazzoli un anno fa aveva superato di misura la Fiorentina all'esordio davanti alla Nord. Come andarono poi quelle stagioni è inutile ricordarlo. Per ora continuiamo a goderci un ultimo squarcio d'estate. Per affrontare l'autunno ci sarà tempo e modo più avanti.

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