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    Genoamania: un messaggio inequivocabile

    Genoamania: un messaggio inequivocabile

    • Marco Tripodi
    Il calendario in casa Genoa sembra essere tornato indietro di una settimana. Le ore di riflessione seguite alla sconfitta di Perugia si stanno rivivendo anche dopo il KO interno con il Cittadella. Impossibile, infatti, che la prima caduta interna della stagione non possa lasciare strascichi pesanti nell'ambiente rossoblù. Soprattutto alla luce di quanto avvenuto nei giorni scorsi. 

    La dose extra di fiducia concessa ad Alexander Blessin sembra essersi già del tutto esaurita. E' bastato un Cittadella poco più che ordinato e sufficientemente cinico per svuotarne anche l'ultima goccia residua. Ora la domanda che tutti si fanno a Genova ma non solo è: e adesso che succede?
    Già, perché se per alcuni l'esonero del tecnico tedesco pare inevitabile, l'esperienza insegna che nulla si può dare per scontato. D'altronde già lunedì scorso la sua valigia pareva pronta per essere imbarcata. Poi, invece, sappiamo bene tutti come andò a finire. 

    Nel frattempo assieme all'imbattibilità casalinga si è perso anche ulteriore tempo. Uno scotto forse necessario per far capire anche a chi ancora non lo ha fatto di quanto la squadra non sia più con il suo mister. Il segnale arrivato ieri dal Ferraris è chiaro e inequivocabile, molto più di quanto non lo sia già stato in passato: questo gruppo ha bisogno di un'altra guida. Prima lo si capirà e meglio sarà per tutti. Anche per lo stesso Blessin. E per chi, ostinatamente, prosegue a perorarne una causa persa in partenza.

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