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Gentile Procuratore,

premettendo che seguo la sua rubrica da alcuni anni, mai avrei comunque pensato di dover ricorrere a una richiesta di delucidazioni in merito a una questione legata a mio figlio calciatore. Arrivo al punto immediatamente: un procuratore in zona Roma mi ha contattato telefonicamente proponendomi un contratto di gestione dei diritti di immagine per mio figlio. Mi ha tenuto più di un'ora al telefono inondandomi di complimenti perché mio figlio - a suo parere - ha tutte le qualità per destare l'interesse di grandi aziende multinazionali. A un papà fanno piacere senza dubbio queste attenzioni, ma sorgono dei dubbi: come si fa ad accostare mio figlio a un certo Ronaldo in termini di gestione di diritti di immagine? Non sarà piuttosto un escamotage all'italiana per blindare mio figlio con tante promesse? Sono un ingegnere e di diritto non so tanto, ma ritenendomi una persona di media cultura non ci vedo chiaro in questa proposta. ps. mio figlio non gioca nella Roma o nella Lazio, ma in una piccola scuola calcio di periferia dove non eccelle neppure troppo rispetto ai suoi coetanei...particolare non da poco! Come devo comportarmi? Quale potrebbe essere l'obiettivo di questa persona che con così tanta enfasi si interessa al futuro di mio figlio? Ing. Quirino '78


Gent.mo Ing. Quirino,
le attenzioni delle aziende multinazionali ricadono sugli atleti anche molto giovani laddove ci siano risultati sportivi importanti
. Lei ci riferisce che suo figlio milita in una "piccola scuola calcio di periferia" dove le prestazioni del ragazzino non sono neppure eccellenti rispetto a quelle dei suoi compagni di squadra. Come diceva Andreotti "a pensar male degli altri altri si fa peccato, ma spesso si indovina" e penso, infatti, di aver intuito le intenzioni del sedicente procuratore: proporre un contratto di gestione dei diritti di immagine (che dovranno sottoscrivere entrambi i genitori ovviamente) per vincolare il ragazzo già in giovanissima età; ciò per aggirare la norma del regolamento agenti che vieta a quest'ultimi di rappresentare un calciatore minore di età prima del compimento anagrafico del 16 anno di età innanzi alle società sportive. 

In soldoni, qual è la strategia? Vincolare il maggior numero di ragazzini (più o meno interessanti) con contratti diversi dalle c.d. procure (vietate prima dei 16 anni) e iniziare, quindi, a fare incetta di accordi con genitori spesso sprovveduti. Poi nel mucchio se qualcuno dei ragazzini dovesse arrivare in alto ecco che il passo successivo sarà quello di trovare un accordo anche sulla gestione sportiva, il vero obiettivo del 'procuratore'...