99
Gentile Procuratore,

sono un calciatore dilettante e vivo grazie al calcio guadagnando uno stipendio dignitoso in serie D, oltre a essere uno studente di giurisprudenza prossimo alla laurea. Sono nato in Italia ma ho la pelle scura. Non voglio piangermi addosso, ma il caso Maignan mi dà fastidio. Spiego agli amici di calciomercato.com il perché. Io ogni domenica (o quasi) da quando gioco a calcio vengo insultato con gli epiteti ormai arcinoti a tutti, quelli che si riservano ai calciatori di origine africana. In dialetto lombardo poi danno ancora più fastidio! Io però non ho mai ricevuto le scuse da parte di nessuno così come mai nessuno tra gli spettatori ha pagato per quello che ha detto. E vi assicuro che in uno stadio con al massimo 300 persone presenti gli insulti si sentono bene, mortificano, condizionano. Arrivo al punto. Il tifoso che ha insultato Maignan (ripreso dalle telecamere) è stato denunciato anche per il reato di istigazione all'odio razziale, non potrà più entrare allo stadio e tante belle punizioni ancora. E allora domando: perché quelli che insultano nei campetti di periferia rimangono impuniti? Non occorrerebbe neppure la prova televisiva per identificare queste persone meschine; sono facilmente rintracciabili, essendo seduti in mezzo alle brave persone che potrebbero farli stare zitti o chiamare le forze dell'ordine. L'ho fatto presente tante volte ai miei dirigenti ma nessuno mi ha mai dato retta perché dicono che contro gli ignoranti non c'è niente da fare. Ma io replico che anche l'indifferenza è ignoranza! Ecco perché mi arrabbio se paga solo chi insulta il portiere del Milan, mentre non pagano quelli che anche la prossima domenica non si dimenticheranno di urlarmi per 90 minuti "n...di m..."! Omar Lettera firmata


Caro Omar,
hai perfettamente ragione e ti ringraziamo per il tuo appello utile a sensibilizzare ancora di più l'opinione pubblica sull'annoso problema dei cori razzisti allo stadio
. Hai ancora più ragione quando sottolinei che basterebbe denunciare immediatamente coloro che commettono veri e propri reati come quello dell'istigazione all'odio razziale. Il caso Maignan insegna che gli "spettatori" colpevoli di insulti razzisti possono essere segnalati alle forze dell'ordine utilizzando materiale registrato dalle telecamere, studiando il profilo social del denunciato e il materiale video derivante dalle riprese dei telefonini degli altri spettatori in tribuna. Il messaggio che però non deve passare è che i cori razzisti possano essere tollerati in un campetto di periferia! Devono, pertanto, essere adottate da parte delle società dilettantistiche le stesse misure preventive contro il razzismo richieste alle società professionistiche così come nessuna indulgenza dovrà esserci nei confronti di chi allo stadio va non per godersi una partita di calcio, ma per altri scopi che nulla hanno a che fare con i sani principi dello sport! 

Ma ora passo la palla agli utenti di calciomercato.com: non pensate che sarebbe ora di finirla di insultare i calciatori solo per il loro colore della pelle?