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Si celebra oggi, 21 marzo, la Giornata Internazionale Contro il Razzismo (International Day for the Elimination of Racial Discrimination) e il mondo dello sport, e soprattutto del calcio si apprestano a vivere una giornata ricca di eventi a sostegno di questa importante tematica.

RICORDARE PER NON DIMENTICARE - La Giornata Internazionale Contro il Razzismo (foto Comune di Lecco) è stata istituita nel 1966 dall’ONU in ricordo del massacro di Sharpeville (21 marzo 1960). Quella giornata fu una delle pagine più sanguinose dell’apartheid in Sudafrica, durante la quale rimasero uccisi 69 manifestanti che protestavano contro l’Urban Areas Act che imponeva ai sudafricani neri di esibire uno speciale permesso se fermati nelle aree riservate ai bianchi.

UEFA’S STOP TO RACISM - Nel mondo del calcio la Uefa è annualmente presente ed impegnata contro questo importante problema. Tanti i video a sostegno della parità fra razze ed etnie prodotte negli ultimi anni e anche oggi, durante i sorteggi per i quarti di finale di Champions ed Europa League sono attesi numerosi richiami alla Giornata Internazionale.

I CLUB SI MOBILITANO - Tanti i club italiani che hanno aderito alla manifestazione attraveso i canali social più utilizzati. La Juvenuts si è affidata all'ashtag #biancocheabbracciailnero per ricordare che nel club bianconero giocano 382 ragazzi di 28 nazionalità diverse. L'Inter, invece, ha sfruttato la giornata di ieri con l'ashtag #tweetoffracism per presentare la campangna con McDonald Mariga come testimonial, che partirà oggi contro ogni forma di discriminazione.

MYERS SIMBOLO ITALIANO - In onore della giornata la Gazzetta dello Sport di oggi ha intervistato la bandiera del basket italiano e simbolo dell’integrazione, Carlton Myers. Il cestista e portabandiera a Sydney 2000 ha sottolineato: "Tutti noi, dentro le nostre case, possiamo dare l’esempio. Per battere il razzismo non occorre crescere nella famiglia perfetta. Anche a Balotelli io ho consigliato di perdonare. La prevenzione va bene, ma quando occorre ci vuole il pungo duro. Quei 100-200 che lanciano cori razzisti negli stadi possono essere fermati".