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Eppure (qualcuno) si muove. Giovani italiani che cercano di ritagliarsi lo spazio nella giungla di una serie A sempre più affollata di stranieri. La prima giornata di campionato ha già dato in tal senso indicazioni assai importanti. Il gol con cui Andrea Pinamonti ha timbrato la sua prima volta col Genoa conferma quanto di buono fatto dal ragazzo scuola Inter l’anno scorso (5 reti col Frosinone) e in estate (4 gol con l’Under 20 ai Mondiali di categoria). Andreazzoli (per gli schemi del Genoa votato all’attacco e per la capacità di puntare sui giovani) sembra essere l’allenatore giusto per far sbocciare definitivamente uno dei talenti (ha appena vent’anni) del nostro calcio. Pinamonti ha piede, fiuto, movimenti giusti; insomma, ha la stoffa del predestinato. 

Nel nuovo corso della Fiorentina hanno brillato Gaetano Castrovilli (22 anni) e il figlio d’arte Riccardo Sottil (21 anni, suo padre Andrea ha frequentato la serie A da difensore per un decennio). Castrovilli è un interno già formato, il biennio in B con la Cremonese ha contribuito a valorizzarlo: è un centrocampista brevilineo, di grande dinamismo e buone letture tattiche (soprattutto nei ripiegamenti difensivi). Sottil invece è reduce da sei mesi a Pescara, ha debuttato l’anno scorso con Pioli e ora è pronto a conquistare Montella: è un esterno elettrico, tutto scatti e finte. Porta in dote una diversità che in serie A è cosa preziosa. 

Per restare in tema di figli d’arte: a 25 anni compiuti ha finalmente debuttato in A anche Dimitri Bisoli, figlio di Pierpaolo, ex allenatore tra le altre di Cesena, Bologna e Cagliari (ultima squadra il Padova in B). Non molto tempo fa suo padre ci confidò tutta la sua soddisfazione: «E’ un centrocampista completo, sa fare bene le due fasi e rispetto a me, che segnavo col contagocce, ha pure una buona confidenza con il gol. La sua qualità? Sa sempre dove cade il pallone». Dopo tre anni da titolare in B, Dimitri - al debutto assoluto l’altra sera a Cagliari - vuole dimostrare di meritare la A. 

Categoria che invece ha accolto come un predestinato Sandro Tonali. Corini cerca di togliergli pressione, ma è chiaro che il ragazzo a 19 anni si candida a diventare non un altro (i paragoni con Pirlo si sprecano) ma se stesso, e sarebbe già molto. A Cagliari Tonali e Bisoli sono stati la mente e il braccio di un Brescia che ha centrato la prima vittoria stagionale. 

Nel Verona che sta cercando un’identità, il 23enne Gennaro Tutino (cresciuto nelle giovanili del Napoli) è stato lanciato nella mischia senza indugi da uno Juric che - tra azzardi e mancanza di alternative - ha deciso di puntare su di lui. Tutino l’ha ripagato, con una prestazione tutta cuore. A Cosenza nella scorsa stagione ha segnato 10 gol dimostrando di poter svariare su tutto il fronte d’attacco. 

Infine, nonostante la sconfitta del Cagliari, ha debuttato con buona personalità Simone Pinna, 22 anni, fisico da soldatino, di ritorno a Cagliari dopo il prestito all’Olbia: è un terzino destro che spinge con buone cadenze, Maran non ha avuto timore e gli ha dato fiducia. Non ha risentito del doppio salto dalla serie C alla A, ora il Cagliari sta trattando il suo rinnovo: vale la pena seguirlo.