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Non c’è molto da pensare o non ci sono troppi giri di parole da usare per spiegare che i calci di rigore a volte si sbagliano. Può essere bravo il portiere avversario a parartelo, puoi calibrarlo male e tirarlo fuori dallo specchio, puoi scivolare al momento del tiro, puoi segnarlo ma poi sbagliarlo subito dopo se l’arbitro lo fa ripetere, oppure può succedere che colpisci il legno e, mentre la palla ritorna verso il campo, il tuo cuore di giocatore fa un piccolo tuffo nell’oblio.

Sbagliare un rigore fa parte della casistica ed è uno spot dell’imprevedibilità del calcio stesso. 

Di esempi di rigori sbagliati ne sono pieni gli almanacchi, dal più banale nella partita più “inutile” a quelli più importanti sui palcoscenici più prestigiosi.

Da due giorni ormai si discute (ovviamente con il facile senno di poi) sull’opportunità di aver fatto tirare un penalty così importante ad un neofita del settore, secondo molti infatti Inzaghi non avrebbe dovuto indicare Dimarco come incaricato di decidere un match così delicato come Inter-Atalanta. 

L’accusa che si fa all’ex veronese è quella di non avere esperienza e di non essere abbastanza pronto per un “momento” del genere. Tutto plausibile ma, quando si parla di rigori, tutte le tesi possono essere valide.

La storia ci racconta di rigori clamorosi sbagliati nei momenti topici dai più grandi calciatori di sempre. Non regge quindi la tesi dell’inesperienza: Trezeguet sbaglia il rigore che consegna all’Italia il mondiale 2006, Baggio a Pasadena spedisce la palla altissima sopra Taffarel, Sheva si fa ipnotizzare da Dudek a Istanbul, il capitano del Chelsea John Terry, nel momento di chiudere i conti e regalare al suo club la prima storica Champions League, scivola sul dischetto spegnendo i suoi sogni di gloria e quelli dei suoi tifosi.
Chi avrebbe dovuto tirare questo maledetto rigore? Dzeko e Sanchez avevano percentuali di realizzazione molto basse, avrebbero potuto segnare certo ma avrebbero anche potuto sbagliare. La discussione nasce solo dal fatto che Federico ha sbagliato di pochi centimetri come è capitato a molti prima di lui. 

Icardi, nell’incredibile match contro l’Empoli di 3 anni fa, sbagliò un rigore che poteva risultare decisivo per la qualificazione alla Champions dell’Inter di Spalletti, lui sì che era quasi infallibile dagli 11 metri ma sbagliò! Capita e non c’è spiegazione che tenga. 

Ovvio che se in campo ci fosse stato un rigorista esperto e quasi infallibile avrebbe tirato lui, nessuno si sarebbe sognato di cambiare in corsa il tiratore. Se questa fosse stata la situazione allora sì che avremmo potuto iniziare il dibattito e magari criticare la discutibile scelta. 

Dimarco aveva dimostrato di essere in fiducia, stava giocando bene, aveva appena segnato il suo primo gol capolavoro contro la Sampdoria e la decisione di lasciargli la palla decisiva non mi è sembrata “campata per aria”.

Federico ha sbagliato, questa è storia perché doveva andare così. Nessuno può sapere se cambiando il rigorista la storia sarebbe cambiata, giriamo pagina e pensiamo al futuro. L’Atalanta a fine 2020 ebbe l’occasione di “sbancare” San Siro quando Muriel al minuto 90 si presentò sul dischetto per decidere il match. Il colombiano sbagliò perdendo così l’occasione di segnare il gol del 2-1 che avrebbe portato i 3 punti alla sua squadra. 

Il destino da il destino toglie, non mi pare però che ora si parli di Muriel come un giocatore senza troppo carattere, talento o esperienza: semplicemente ogni tanto i rigori si sbagliano, in tempo reale, con il senno di poi si segnano sempre!