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“Il mio futuro è una pagina bianca”. Con queste parole Andrea Agnelli ha lasciato ufficialmente, dopo 13 anni, la carica di presidente della Juventus. Un’esperienza pluriennale assolutamente vincente sotto il profilo sportivo: sono ben 30 infatti i trofei conquistati sul campo. Parallelamente l’assemblea degli azionisti ha ufficializzato i nomi dei membri del nuovo CdA, una struttura molto più snella (da 10 a 5 membri) oltre che tecnica (rispetto al passato), chiamata a “difendere la Juventus in tutte le sedi competenti, penale, sportiva e civile”, come confermato, in assemblea, dal neo presidente Gianluca Ferrero. Passo indietro, sempre di Andrea Agnelli, anche dalle posizioni strategiche in seno a Exor, holding-cassaforte di famiglia (proprietaria del 63,76% del club bianconero, con il 77,9% dei voti in assemblea), e a Stellantis, in accordo con il cugino John Elkann (in entrambe le assemblee Agnelli vi partecipava come consigliere). Bisognerà capire, poi, nelle prossime settimane, il significato della frase “forte volontà ad iniziare questa nuova parte del proprio futuro”, anche se sono diverse le ipotesi sul nuovo corso post Juventus.

Quella passione mai sopita per il progetto SuperLega

In alcuni passaggi Agnelli infatti lascia la porta aperta ad un tema macro su cui ha sempre creduto mettendoci la faccia in prima persona: ovvero il progetto, contestato dalla UEFA, della SuperLega. L’ex massimo dirigente bianconero auspica che “la Corte Ue riconosca la posizione dominante della Uefa iniziando a valutare il calcio come un'industria”. Arrivando, in un passaggio successivo, persino a rincarare la dose: “Non vengono colte dai regolatori le differenze tra gioco e industria". Proprio il tema della SuperLega potrebbe diventare una delle “pagine bianche” da scrivere in un prossimo futuro (neppure così lontano). Così come l’idea di lavorare (da fuori) ad una rivoluzione radicale del prodotto calcio, partendo dall’idea di un sistema aperto basato sui meriti (una proposta già lanciata tre anni fa), per provare a diminuire il rischio imprenditoriale e a recuperare l’attenzione dei tifosi.
L’ipotesi del ritorno legata all’esito delle vertenze giudiziarie

Difficile quindi immaginare un Andrea Agnelli fermo ai box per ancora molto tempo. I rumour di un suo possibile ritorno, alla presidenza della Juventus (in caso di risoluzione delle vicende giudiziarie), sono, invece, per il momento, tutti da valutare con beneficio di inventario. Vi sono infatti troppe querelle legali da risolvere. Tra meno di due giorni, presso il tribunale federale, il nuovo CdA bianconero sarà impegnato nel procedimento legato alle plusvalenze. Poi vi è da risolvere l’inchiesta della Procura di Torino, con l’udienza fissata per il prossimo 27 marzo. Pertanto, per riconsiderare l’ipotesi del “ritorno” sarà necessario chiudere tutte le partite aperte (all’interno delle aule di tribunale). Ecco perchè, al momento, è troppo difficile, oltre che prematuro, prevedere una data certa con scritta la parola “fine”.