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Come scrive La Gazzetta dello Sport a dieci anni dall’esordio in Serie A, per Daniele De Rossi derby per lui è uno spettro, un’insonnia feroce che solo la vittoria può compensare perché tutto il resto fa troppo male. Troppo. Inutile nasconderlo. Se la sconfitta nella finale di Coppa Italia è una macchia (o una gioia) indelebile, chi ha quel giorno tatuato sulla pelle è proprio De Rossi. D’altronde, su di lui come su Totti, pesa l’anatema che accompagna i romani «romanisti» alle prese con la Stracittadina: in questa partita perdono il 50% delle loro potenzialità.