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La storia sarebbe anche interessante, una via di mezzo tra giornalismo antico e moderni social, sogni dei tifosi e cruda realtà. Una storia per massmediologi e sociologi, insomma, sulla quale si potrebbe scrivere un libro. Il genere? Un saggio, forse. O forse un testo di cronaca giudiziaria.


La storia è questa. I vecchi giornalisti (quasi tutti) non credono nemmeno per un istante alle voci secondo le quali la squadra più forte d’Italia, la Juve, stia per prendere l’allenatore più celebrato del mondo, Guardiola. Quando si diffonde la prima indiscrezione fanno una verifica, due, tre, dieci, come hanno insegnato loro quando erano ragazzi, e arrivano a una conclusione: non solo la Juve non prenderà Guardiola, ma tale ipotesi non è mai stata realizzabile, almeno adesso. E questo è quanto raccontano ai loro lettori, ai loro utenti, ai loro ascoltatori.


C’è però chi non ci crede, forse per convinzione, forse per convenienza (in fondo è quasi la stessa parola, cominciano entrambe per conv-). Così sui social, moderni e straordinari strumenti di comunicazione - e di disintegrazione - di massa, fioccano le balle. C’è chi annuncia il giorno della firma del buon Guardiola, chi quello della presentazione; c’è chi racconta di una Maserati noleggiata a Torino dalla moglie di Pep e chi giura di averlo notato mentre entrava di soppiatto nello studio un notaio proprio da quelle parti. Si diffondono audio, si hanno visioni stile miraggio nel deserto: è lui, è a Milano, l’ho visto con i miei occhi, è nell’albergo di Paratici. Poi scopri che è a Dubai, vabbè.


I tifosi - e qui entrano in ballo i sociologi e forse anche gli psicologi - preferiscono la finzione alla realtà: meglio una bufala da sogno che una verità molto meno affascinante (quella che racconta dell’approdo di Sarri in bianconero). Non contano le smentite di Guardiola, per la verità molto dure e decise. Niente li smuove dalla loro meravigliosa convinzione: il nostro allenatore sarà Pep.


Una straordinaria storia dei nostri giorni, dicevamo. Se non fosse che, a ogni citazione di Guardiola come futuro allenatore, il titolo della Juventus in Borsa ha un sussulto. Verso l’alto, ovviamente. Tanto che, punto più punto meno, in questo periodo cresce del 30 per cento circa. Qualcuno, tanto per capirci, in questa vicenda ci guadagna. E parecchio. Poi, quando finalmente tutti capiscono che il tecnico sarà Sarri, c'è un improvviso calo del valore delle azioni. Nemmeno paragonabile, però, ai picchi precedenti, ai quali erode appena un quinto o un sesto del precedente aumento.


Visto che in Italia esiste un organismo chiamato Consob, deputato a vigilare sulla trasparenza delle operazioni in Borsa, sarebbe opportuno che svolgesse una bella indagine. Giusto per aggiungere il capitolo finale a questa bella storia tutta da studiare.

@steagresti