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Hamsik: 'Inter l'anti-Napoli. Sarri il maestro, ci riempiva la testa di concetti. Consigliai Lobotka a Giuntoli'

Hamsik: 'Inter l'anti-Napoli. Sarri il maestro, ci riempiva la testa di concetti. Consigliai Lobotka a Giuntoli'

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 Intervistato dal Corriere dello Sport l'ex-capitano e bandiera del Napoli, Marek Hamsik, ha parlato a tutto tondo del momento del club azzurro, della lotta scudetto e non solo.

ALLENATORE - "Chiamarmi mister? Eh sì, piaccia o no... Bisogna accettare il cambiamento e comunque mi sento un ragazzino, anzi lo sono: comincio ora una nuova vita, la voglio scoprire per intero. Sono in nazionale per imparare e sono curioso di farlo, senza avere fretta. Ho già il mio bel tesserino da allenatore, la Licenza A, quella che mi consente di allenare l’Under 19. Ho la mia Academy, con 400 bambini, ai quali spero di poter offrire qualcosa del mio vissuto. Ma per dare devo ancora ricevere, dunque ascolto e memorizzo".
 
CALZONA CT ITALIANO - "Era il vice di Sarri, ma lo faceva in maniera attiva e propositiva, con idee di gioco che adesso valgono risultati per la Slovacchia. La nostra Federcalcio ha avuto la bontà di credere in lui e ora c’è entusiasmo, condivisione da parte di tutti, soprattutto dei calciatori, che sono attratti".
 
LOBOTKA - "Mi piace vincere facile, a volte. Era semplice per me, sapevo quanto valesse Stanislav, come calciatore e come uomo. Non mi sarei mai potuto sbagliare". 
 
INTER ANTI-NAPOLI - "L’Inter è partita molto bene, viene dalla finale di Champions, quindi ha consistenza e proverà a strappare il titolo al Napoli. Non dimentico Milan e Juventus, i valori delle squadre si conoscono, Garcia ha uomini di spessore, un progetto che va avanti ormai da un decennio, Osi e Kvara; però anche le altre sono attrezzate». 
 
SARRI MAESTRO - "Dico Sarri, nonostante fosse molto impegnativo, per così dire. Ci diceva tante cose, a volte mi chiedevo anche: ma perché? A cosa ci servono? Ci riempiva la testa, se posso usare una frase che può rendere bene il concetto. Aveva ragione lui, probabilmente".
 
CINA E ARABIA - "La Cina? È stata una esperienza che mi ha arricchito, in ogni senso, per conoscenze calcistiche, culturali e anche per danaro. Gli arabi mi sembra che si siano portati avanti, acquistano giocatori giovanissimi, riescono a portare da loro talenti insospettabili. Hanno la voglia di incidere in maniera possente e anche immediata. E se mi domanda, ma ci saresti andato? Rispondo di sì, senza alcuna ipocrisia. Non sono venale, ma certe proposte - pure per la loro portata professionale - non vanno ignorate".

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