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Lui è poco abituato al gol e ai riflettori e la sua esultanza è discreta, quasi silenziosa. Perfettamente ritagliata sull'uomo, sul suo carattere fatto di poche parole e tanto lavoro. Massimiliano Scaglia ha segnato la rete che aperto la strada alla vittoria del Verona, un sinistro perfetto a concludere l'assist preciso di D'Alessandro. Un'azione da manuale chiusa con precisione e freddezza. E una risposta puntuale alle critiche in occasione dell'errore casalingo di qualche settimana fa contro il Modena, anche se il terzino gialloblù ha voglia solo di guardare avanti. «Siamo ripartiti bene, era importante vincere anche per il valore dell'avversario, questo non va dimenticato», sono le sue prime parole. «Forse alla sconfitta di Pescara è stata data troppa importanza, dopo tante vittorie e tanti risultati utili consecutivi ci poteva anche stare. Abbiamo vinto, però hanno vinto anche quasi tutte le concorrenti e non possiamo fermarci». L'OCCASIONE. Una prestazione importante per tutto l'Hellas e per uno dei giocatori più presenti in questo campionato a dispetto, magari, di qualche critica di troppo. «Contro il Modena c'era stato un errore», ricorda, «ma poi avevamo vinto, quindi era già stato alleviato dai tre punti. Però il gol fa sempre piacere. Lo aspettavo, qui a Verona non era ancora arrivato e questa forse era anche l'occasione giusta». La giornata giusta e anche il momento della gara più adatto per cambiare l'inerzia della partita. «È arrivato all'ultimo minuto del primo tempo, è servito per spaccare un po' la partita», continua il terzino gialloblù. «L'importante è che alla fine si sia vinto e che la nostra marcia possa continuare». QUESTIONE DI DISTANZE. Restando aggrappati alle prime posizioni e mettendo sempre più distanza tra le prime squadre fuori dalla zona playoff. «Ormai ci sono parecchi punti tra noi e loro», rammenta Scaglia, «e non possiamo certo nasconderci, l'obiettivo è quello di rimanere fino alla fine dentro la zona playoff. Noi continueremo così e se davanti faranno qualche passo falso siamo lì pronti ad approfittarne. Non dimentichiamo però che in estate in pochi avrebbero immaginato un campionato così, gli obiettivi sembravano altri e tutti avremmo firmato per essere dove siamo ora». QUANTE CRITICHE. Profilo basso, il silenzio e il lavoro come armi preferite di un giocatore che in poco tempo ha conquistato la fiducia di Mandorlini tenendosi stretto il posto da titolare sulla fascia sinistra. «Da quando sono arrivato ho dovuto passare situazioni particolari, che magari non dipendevano neanche da demeriti miei», va avanti Scaglia, senza perdere la calma ed il sorriso. «Ho dovuto sempre fare qualcosa in più per ottenere anche la minima considerazione, questo fuori dal campo. Invece con i compagni e l'allenatore ho sempre goduto di tanta stima e questo mi ha reso sempre tranquillo. In più gioco in un ruolo magari non così fondamentale, a volte si passa inosservati anche quando si fa tanta fatica, ma io sono contento lo stesso». A OGNI COSTO. Sicuramente più abituato al gol del compagno è Thomas Pichlmann, anche se la seconda rete di giornata è da condividere con i difensori della Juve Stabia. «In quel momento vedevo solo me combattere da solo contro tutti quei difensori», ricorda. «Volevo segnare ad ogni costo e l'importante è che sia andata dentro in qualche modo». Rete della sicurezza in un'altra gara rivelatasi complicata per un sacco di fattori, non ultimo il valore dimostrato dall'avversario. «È stata un'altra partita dura», riconosce l'austriaco. «Magari dopo l'1-0 è diventato più facile e abbiamo avuto diverse occasioni che anch'io magari potevo sfruttare meglio, ma va bene lo stesso perché è arrivata la vittoria». PALLA AL MISTER. Una vittoria accompagnata dail marchio forte di un attaccante spesso fondamentale con i suoi anche senza giocare dal primo minuto. «Io sono sempre pronto, per giocare novanta minuti oppure uno solo, è il mister a decidere e cerco solo di fare il mio lavoro al meglio. Credo proprio che sia questa la mia forza», conclude Pichlmann, «per un attaccante può cambiare tutto in un secondo, così è stato anche in occasione del mio gol contro la Juve Stabia per la gioia mia e di tutto il Verona».