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Scrivere cercando di trovare uno spunto positivo sul Verona dopo la partita di ieri pomeriggio non è affatto facile. Più di 70 minuti di buon calcio, due gol di vantaggio e poi ritrovarsi a dover difendere il pareggio nei minuti di recupero. È normale che nella testa del tifoso tutte le cose buone viste ieri finiscano per dissolversi davanti all'ennesima occasione buttata da questo Verona, che non riesce proprio mai a far coincidere la prestazione con il risultato. Un'altra domenica amara in casa gialloblù.

Dieci minuti di caos però non meritano di cancellare quanto di buono visto a Ferrara. Si perchè ieri, ancora una volta, il Verona alcuni segnali positivi li ha mostrati. Uno su tutti: l'ennesima prestazione solida di Alessio Cerci.

Arrivato in estate come svincolato dopo la negativa esperienza di Madrid, Cerci non ha avuto una prima parte di stagione delle più semplici. Ha faticato a ritrovare la condizione, anche per colpa di un infortunio proprio al termine della preparazione estiva. Le difficoltà iniziali però, non lo hanno di certo scoraggiato. Schierato per le prime gare largo a destra nel 4-3-3 con cui Pecchia aveva iniziato la stagione, con il passare delle settimane l'allenatore gli sta ritagliando sempre più un ruolo da punta vera e propria.
Un cambiamento dovuto alla necessità di sopperire ai continui problemi fisici di Pazzini e Kean, ma anche al tentativo di sfruttare un giocatore come Cerci avvicinandolo maggiormente alla porta, puntando sulla sua imprevedibilità e sulla sua tecnica. L'ex Torino infatti, a differenza di qualche anno fa non sembra avere più lo spunto e la rapidità che lo contraddistinguevano nel suo periodo migliore, cosa del tutto normale per un trentenne con numerosi infortuni alle spalle.
 
Proprio per questo Pecchia lo ha messo a fare l'attaccante come a Cerci era già successo negli anni a Torino con Ventura, e le sue ultime prestazioni in questo senso sono state incoraggianti. Nelle ultime quattro è andato in gol contro il Bologna, ha giocato un'ottima gara contro il Sassuolo, è stato uno dei migliori contro il Genoa e si è procurato il rigore poi segnato contro la Spal giocando 70' da leader vero.

Insomma, una crescita costante che sta portando Cerci ad essere un punto di riferimento per l'intera squadra gialloblù. Il prossimo passo dovrà essere quello di fargli trovare la condizione per poter giocare con continuità 90 minuti, visto che finora nel secondo tempo è stato quasi sempre sostituito.

In questo momento, soprattutto adesso che le prestazioni cominciano ad essere buone ma i risultati ancora no, il Verona ha un estremo bisogno di un giocatore come Cerci, per qualità ed esperienza inferiore solo a Pazzini nell'attuale rosa gialloblù. Dalle sue giocate e dai suoi gol potrà passare tanto del futuro della squadra di Pecchia in questa finora tribolata stagione.