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Ci siamo, il toto allenatore, dopo l'addio di Juric, sembra essere giunto al termine. Nelle prossime ore infatti dovrebbe essere confermato il nome di Di Francesco come nuovo tecnico alla guida del Verona per il prossimo anno. Varie voci si sono susseguite in queste settimane circa i nomi che si sono via via accostati ai colori gialloblù, ma alla fine Setti sembra essersi deciso, sia per una questione di fiducia nella figura dell'ex Cagliari, sia per questioni di soldi. Altrettanto vari sono stati i commenti a seguito delle voci oramai praticamente confermati di tutti i tifosi, che si sono divise in supporter e in dubbiosi. Ma cerchiamo di far luce sulla vicenda e commentare questo nuovo arrivo in casa Verona, dando anche un giudizio finale sull'intera operazione in vista del futuro campionato.

Partiamo con ordine: l'addio di Juric, possiamo dircelo, è stato come un fulmine a ciel sereno, dato che è stato deciso praticamente in pochi giorni alla fine della scorsa stagione. I motivi profondi ancora non sono venuti a galla, anche se si può supporre che tra il presidente e l'allenatore croato si sia aperta una voragine su questioni economiche ma soprattutto di programmazione per la prossima stagione. Tra le richieste di Juric c'erano quasi sicuramente la permanenza di alcuni giocatori per lui chiave, ma non per Setti, il quale sappiamo voglia avere ora più che mai il controllo  finanziario diretto su ogni operazione della società. Questo però non sarà andato molto giù a Juric e così le due strade si sono separate. Nonostante ciò comunque, la riconoscenza all'oramai nuovo allenatore del Torino è e rimarrà sempre grande, visto che è grazie a lui che Verona ha potuto veder rialzare la propria prima squadra tra le grandi del calcio, mantenendosi sempre in buonissime posizioni in classifica. 

Una volta che l'addio è stato ufficiale, c'è da riconoscere che il presidente non ha tardato a sondare i terreni della serie A alla ricerca dell'allenatore giusto per continuare un percorso che sicuramente vuole essere il medesimo rispetto a quanto visto in questa piccola "era Juric" appena passata. Ecco perché il termine "continuità" deve essere un imperativo per il futuro prossimo dell'Hellas, assieme ad un secondo termine imposto dalla situazione economica globale: "economizzare", nella sua eccezione di "controllo dei conti". Il nome di Di Francesco è stato uno dei primi a uscire dal cilindro magico e tra i papabili entro una certa cifra possiamo dire che non si può disperare, anzi! Ma prima di commentare il suo arrivo, bisogna ricordare sempre che l'ambiente del Verona è sempre stato, per quasi tutti gli allenatori, davvero stimolante, nel quale spesso si sono tessute lodi e che ha dato sempre molta serenità a chiunque avesse voglia di abbracciare appieno la nostra causa e i nostri colori.
Detto questo, veniamo a Di Francesco. I tifosi dell'Hellas, come si diceva, non dovranno certo essere troppo preoccupati, anche se i dubbi che sono sorti a tutti coloro che storcono il naso sono tutti legittimi. In primo luogo è vero, Di Francesco non arriva da una stagione entusiasmante, anzi. Viene infatti esonerato a febbraio di questo anno dopo una prima metà di stagione giocata sulla panchina del Cagliari nella quale ha raggiunto tristi risultati, tanto che la squadra sarda ha rischiato sino all'ultimo di ingabbiarsi nelle zone della retrocessione. Dopodiché Eusebio si è preso un periodo di pausa durante il quale sicuramente ha potuto ragionare sui propri errori, preparandosi per un'altra avventura. Anche per quanto riguarda lo stile di gioco, sono sorti alcuni dubbi su questa scelta, ma anche qui, se ci si sofferma di più e si ripensa alle squadre che ha allenato Di Francesco, ci si può rendere conto che a pieno regime esse non giocavano poi tanto diversamente rispetto all'Hellas di Juric. Si fa riferimento ovviamente al Sassuolo dei grandi giovani, il quale ha quasi sempre dimostrato una grande propensione al gioco offensivo, un buon palleggio e molta corsa, tanto che ha conquistato nel suo ultimo anno una clamorosa Europa League. Anche i due anni della Roma sono stati tutto sommato positivi, con un terzo posto guadagnato nella sua prima stagione. 

L'auspicio è quindi quello di vedere un allenatore che possa ritrovare sin da subito se stesso e che possa trovare anche un ambiente che sappia valorizzarlo. Di Francesco ha dimostrato di saper allenare bene le proprie squadre e di proporre un bel gioco anche senza aver a disposizione dei campionissimi. Il Verona è una squadra che può fare al caso suo, in quanto nel pieno di un processo di crescita e che ha ambizioni da seconda parte della classifica. Certo, non sarà semplice e per questo l'appoggio della società dovrà essere costante, a partire dalle richieste di mercato che verranno da lui proposte, in modo tale da creare una squadra che possa essere il più vicino possibile alle proprie preferenze. In attesa dell'avvenuta conferma, bisogna dare sin da subito appoggio al prossimo allenatore, qualunque esso sia, poiché il Verona e tutto il suo movimento è sempre pronto a lottare per tutto e tutti!