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Il pareggio di quest'ultima giornata a Genova, dopo una bella vittoria contro il Parma del weekend scorso, ha un sapore davvero amaro, soprattutto alla luce della bella prestazione fatta dai gialloblù in campo. Non c'è nemmeno molto bisogno di ricordare quali difficoltà ci si porta appresso da inizio campionato, tra infortuni, assenze per covid e quant'altro, che hanno condizionato pesantemente l'andamento e, come dice Juric, la coesione della squadra. Niente paura comunque, perché l'Hellas sta dimostrando, anche nelle difficoltà, di essere una vera compagine unita e volenterosa verso i propri obiettivi. 

Nel bel mezzo dell'amarezza per il pareggio di ieri però, c'è un punto sul quale è doveroso iniziare a soffermarci, e questo ha un nome ed un cognome: Kevin Lasagna. Il neo attaccante gialloblù, in prestito da gennaio dall'Udinese, non ha ancora mostrato sul campo le potenzialità per le quali è stato scelto; non ha difatti inciso come ci si aspettava, soprattutto alla luce del fatto che Juric aveva chiesto un attaccante pronto all'uso per le difficoltà del reparto offensivo. Certo, siamo ancora a poco partite e Lasagna deve ancora ben inserirsi negli schemi di gioco, ma ci si aspetta comunque sempre qualcosa di più da uno come lui, rientrato anche nel giro della Nazionale.
Siamo chiari: non sta giocando male, meglio del primo impatto avuto da un altro attaccante, Kalinic, del quale se ne parlerà sicuramente in un futuro "mania". Kevin, come detto, gioca sicuramente un buon calcio, ma la sua grande pecca rimane quella della finalizzazione. Un difetto non da poco per un attaccante, ovviamente, ma che può essere migliorato soprattutto se tutta la costruzione prima della conclusione, è fatta a regola d'arte. Pensiamo a ieri infatti: un palo clamoroso centrato dopo che con uno stop meraviglioso ha fatto fuori due difensori avversari, oppure un dribbling spettacolare in velocità contro Radovanovic vanificato da un tiro di scarsa fattura a tu per tu con il portiere. 

Insomma, un ragazzo che ha l'estremo bisogno di sbloccarsi, sia per se stesso che per la squadra. Un classico di tante bravi attaccanti che passato un periodo non positivo, ma che può completamente ribaltarsi una voglia riscoperta la gioia del gol, vero loro pane quotidiano. Juric l'ha capito e si vede dalla fiducia che sta dando al giocatore partita dopo partita. Certo, anche la fiducia avrà un limite, ma per ora è necessario fare di tutto per renderlo al centro del gioco e fargli finalmente firmare la sua rete in gialloblù.