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Una rivincita, contro gli scettici e i detrattori. Erik Thohir, a due giorni dalla fine del mercato, si gode il suo momento. Finalmente stimato, finalmente applaudito. Dopo settimane di critiche e accuse. E' arrivato in Italia dall'altra parte del mondo, ha salvato l'Inter, ha speso 250 milioni di euro per diventarne il proprietario, si è accollato 175 milioni di debiti con le banche, uno sforzo economico che non è stato sufficiente per meritarsi la stima della gente nerazzurra. Un vero proprietario, nell'immaginario collettivo, deve meritarsi la fiducia con la campagna acquisti. 

PUGNO DURO - Thohir ci ha messo un pò a capire cosa vuol dire guidare un club blasonato come quello nerazzurro,  cosa vuole dire amare, non solo gestire. Inizialmente ha lasciato fare a chi c'era prima di lui, ha parlato e ha chiesto consiglio, poi è intervenuto. Due volte ha parlato, due volte ha lasciato il segno. La sua parola è servita per bloccare lo scambio Vucinic-Guarin, considerato sbagliato per ragioni tecniche ed economiche, e per chiudere un grande acquisto. Quello che Mazzarri e i tifosi volevano.

COLPO HERNANES - L'Inter ha scelto Hernanes, senza il sì di Thohir la trattativa non sarebbe mai andata in porto. Per convincere Lotito è servito mettere sul tavolo un'offerta di 15 milioni + 5 di bonus, per un totale di 20, che fa del Profeta il quarto giocatore più pagato del mercato invernale, dopo Mata, Matic e Cabaye, il sesto se non si considerano i bonus (quarto Rondon, quinto De Bruyne). Thohir ha risposto presente, ora tocca a Mazzarri non deludere.