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Non sarà l’affare dell’estate, come lo è stato l’anno scorso quello di suo padre; ma il possibile trasferimento di Cristiano Ronaldo Junior allo Sporting Lisbona ci dice alcune cose sul calcio del futuro. Soprattutto: meglio giocare d’anticipo, prendersi per tempo, investire su una storia ancora da compiersi. Dunque: Cristianinho ha 9 anni ed è figlio di madre surrogata. E’ cresciuto con il papà e la nonna, la signora Maria Dolores dos Santos Aveiro. il club portoghese ha già avviato i contatti con la Juventus, dove gioca il ragazzino. E’ la storia che si ripete. Anche papà Cristiano è cresciuto nel club biancoverde di Lisbona. Ci entrò a dodici anni, proveniente dal Nacional, che l’aveva a sua volta preso dall’Andorinha per due mute di magliette azzurrine. Nel 2002 lo Sporting l’avrebbe poi rivenduto al Manchester United per 12,24 milioni di sterline. Cristiano aveva 17 anni, l’anno prima aveva debuttato in prima squadra nel campionato portoghese. Evidentemente - a patto che il talento sia questione di dna - la precocità è prerogativa della famiglia. Va detto però che un trasferimento - oggi - del piccolo Cristianinho sembra poco probabile, se non altro perché comporterebbe la separazione dal padre.

Sui figli dei campioni è meglio scommettere fin da subito, non si sa mai. Dei tre figli di Leo Messi e Antonella Roccuzzo - Thiago (7 anni a novembre), Mateo (4 a settembre) e Ciro (un anno appena compiuto) - il più grande, Thiago, si era iscritto un paio d’anni fa alla scuola calcio solo per fare compagnia al suo amico del cuore, Benjamin, il figlio del blaugrana Luis Suarez, lui sì scatenato con il pallone tra i piedi. Ma ci ha preso gusto. E ora segue tutto, gioca con continuità tra i ragazzini del Barca e parla col padre di tattica e squadre. Anche Mateo gioca e si è già schierato conto il padre: il bambino tifa per il Real Madrid. La cosa non stupisca: l’idolo di Cristianinho è proprio Messi. «Mio figlio ti ha visto in tivù e parla solo di te», gli ha confidato qualche tempo fa Cristiano. E ancora: Matteo Bonucci - figlio di Leo - tifa per il Torino e per Belotti; mentre il piccolo Insiegne - Christian - pare abbia simpatia per la Fiorentina.

Eden Hazard, neoacquisto del Real Madrid, la squadra dei suoi sogni, gioca spesso in casa con i figli Yannis (10 anni), Leo (6) e Samy (5). Leo sembra il più dotato, anche se è davvero piccolino: di certo è quello che lo segue ovunque, anche in campo quando è finita la partita (con suo padre che si diverte a fargli tunnel e dribbling). La figlia di Del Piero - Dorotea - vive in America e come tutte le ragazzine della sua età (10 anni) gioca a calcio a scuola. E se la cava pure molto bene (dicono anche meglio del fratello Tobias, più grande di lei) come ha dimostrato il video del gol postato dalla madre Sonia postato sui social all’inizio di quest’anno. Infine: il primogenito di Gigi Buffon (nato dalla relazione con Alena Seredova) a dicembre compie 12 anni e ha il destino scritto - oltre che nel dna - anche nel nome. Si chiama infatti Louis Thomas, in onore dell’idolo di suo padre: Thomas N’Kono, portiere del Camerun che difese la porta della nazionale ai Mondiali del 1982 e del 1990, i primi visti in televisione da Gigi. Per capire se il talento dei padri ricadrà sui figli, bisognerà avere solo un po’ di pazienza.