Campionato concluso il 20 aprile, stipendi pagati il 20 aprile. È uno straordinario esempio di virtuosità aziendale quello raccontato da Max Leghissa, direttore sportivo del FC Mosta, a un cronista di ZonaCalcio. Il tema della conversazione, pubblicata il 5 maggio 2018, è lo stato di salute del calcio maltese. Che Leghissa descrive con toni entusiastici: movimento in evoluzione, qualità in crescita, allenatori preparati, tanti giovani che arrivano dall'estero per realizzare un'esperienza di formazione. E una federazione che ti sanziona immediatamente se non rispetti le regole. A dargli retta, Malta è la patria del calcio virtuoso. E in quell'oasi di legalità e rigore gestionale il Mosta FC viene presentato come club modello. 

Non è la prima volta che Leghissa rilascia interviste di questo tenore. Come se fosse impegnato in una campagna promozionale del calcio maltese. Ne circola un'altra pubblicata a febbraio 2018 dal Corriere di Malta, testata online in lingua italiana. A raccoglierla è Alessandro Carluccio, giornalista pugliese di Mesagne che sull'isola ha trovato la propria dimensione. Si tratta di un'intervista durante la quale l'intervistatore garantisce sulla credibilità dell'intervistato perché dice di conoscerlo bene.

Invero, sul web si trova anche qualche altra notizia interessante. Alcune riguardano un giovane calciatore classe 1999. Che di nome fa Alessio. E di cognome Carluccio. Luogo di nascita? Mesagne. Una notizia pubblicata a settembre 2017 riferisce del suo trasferimento all'Hamrun Spartans, club della Serie A maltese (BOV Premier League). Insieme a lui c’è un altro calciatore italiano che va all'Hamrun, il sanremese Luca Celotto. E a condurre le trattative per il trasferimento, come riferisce l'articolo, è il padre di Alessio Carluccio. Che di nome e cognome fa Alessandro Carluccio. Il giovane calciatore passa poi al Valletta FC, e proprio al Corriere di Malta lascia un'intervista. Esclusiva. Alessio Carluccio continua a spostarsi. A fine agosto 2018 passa proprio al Mosta FC, al termine di una trattativa “conclusa nelle ultime ore dal padre Alessandro Carluccio e dal ds del team Max Leghissa”. Ma il trasferimento salta all'ultimo momento per un problema burocratico e il ragazzo si ritrova a spasso. Per sua fortuna trova una nuova squadra. Si tratta del Sirens FC, che milita in  BOV Premier League, la serie B maltese. Il ragazzo sta disputando la stagione con l'Under 19, e pare si stia facendo valere. 

La scomunica della Fifpro - Ma al di là della vicenda singola, rimane lo sforzo condotto da Leghissa per divulgare un'immagine positiva del calcio maltese. Del resto per lui, triestino trapiantato nell'isola a partire da giugno 2017, si tratta anche di rivendicare pubblicamente una scelta che molti giudicherebbero eccentrica. Ma forse dietro il riferimento alla puntualità dei pagamenti c'è anche un'altra motivazione. Per esempio, arginare la cattiva fama che sul club e sull'intero calcio maltese è piovuta dopo un comunicato di denuncia pubblicato da Fifpro, il sindacato internazionale dei calciatori. Succede il 1° marzo 2017, in un periodo precedente lo sbarco di Leghissa a Malta. A margine della presentazione del 2016 Fifpro Global Employment Report, il sindacato mondiale dei calciatori pubblica sul proprio sito un appello rivolto agli associati: non accettate le offerte di due club maltesi

I club in questione sono Pembroke Athleta e, appunto, Mosta FC. Cui viene mossa l'accusa di riservare un indegno trattamento ai calciatori stranieri, soprattutto quelli provenienti dagli Usa e dalla Nigeria. Secondo Fifpro, questi calciatori subiscono ritardi nel pagamento dei salari, e si vedono riservare sistemazioni anguste in alloggio. Riguardo a quest'ultimo aspetto il comunicato Fifpro menziona proprio il Mosta, e fa riferimento a alcuni calciatori nigeriani che avrebbero parlato di situazioni logistiche allucinanti: 15 ragazzi alloggiati in un appartamento, e costretti a sistemarsi anche in quattro per camera.

Il club risponde il giorno stesso via internet.
Non usa il sito ufficiale, benché sul web ne siano reperibili due: uno riporta l'ultimo aggiornamento in data 19 settembre 2017, pubblicato per informare che la gara casalinga contro il Balzan è spostata da domenica 29 ottobre a lunedì 30, ore 18; l'altro è fermo addirittura a domenica 11 novembre 2013, data della gara persa in casa (0-1) contro il Birkirkara. È invece regolarmente aggiornata la pagina Facebook, e proprio lì è pubblicato il messaggio con cui vengono respinte le accuse di Fifpro. In particolare, il Mosta precisa che i calciatori nigeriani in forza alla prima squadra sono soltanto due

Ciò che, guardando la scheda Transfermarkt relativa alla stagione agonistica 2016/17, risulta parzialmente vero. Perché in effetti i calciatori provenienti dalla Nigeria, e in forza al Mosta nel giorno in cui viene pubblicato il comunicato su Facebook, sono due: Oseghale Victor Lucky e Francis Chenatu Onwindinjo. Ma è altrettanto vero che un altro nigeriano, David Nwora, passi dal Mosta tra dicembre 2016 e gennaio 2017, quando viene ceduto in Oman all'Al-Oruba Sur, per poi tornare al club maltese nel luglio seguente. 

Una traiettoria simile a quella di molti altri calciatori, che fanno del club biancazzurro un affollato punto di transito. E a conferma di tale stato di cose vengono gli spostamenti di un quarto calciatore nigeriano transitato da quelle parti durante la stagione 2016-17. Si tratta di Chinedu Benjamin Oweregbulam: arriva al Mosta nel luglio 2016, passa allo Sliema Wanderers a fine agosto 2016, rientra al Mosta a fine dicembre 2016 e viene svincolato a inizio 2017. Tutto in sei mesi. Partite giocate nel campionato maltese durante questo lasso di tempo: una. Datata 26 agosto 2016, Mosta-Valletta FC (0-1), seconda giornata di campionato. Chinedu Benjamin Oweregbulam viene schierato dall'inizio, ma dopo soli 11 minuti viene espulso. La scheda di Transfermarkt parla di “fallo grave”. Sui campi di gioco, la sua avventura maltese comincia e finisce lì. Adesso il nigeriano gioca in Germania con la seconda squadra del TSG Backnang che milita in Bezirksliga, la settima divisione del calcio regionale bavarese

E tuttavia, pur con queste precisazioni sui calciatori nigeriani che nel 2016-17 sono transitati dal Mosta FC anziché rimanervi in pianta stabile, l'obiezione avanzata dal club rimane valida. Purché la si limiti a quella stagione. Se invece si sposta l'attenzione sulla stagione precedente, la 2015/16, ecco che la l'argomento dei “due soli nigeriani” svanisce. Perché in quella stagione i nigeriani che figurano nella rosa del Mosta sono ben 12. Quattro fra essi provengono dal Taraba: Yau Hassan, Fidelis Saviour, Frederick Abel e Mohammed Abdulmalik. Gli altri sono Samuel Ifeanyi Chukwudi, Osa Goubadia, Sibi Gwar, Thomas Zenke, Godwin Aounduna Zenke, Godwin Mensha, Oyekachi Okonkwo, Pius Francis Chijioke. E a completare il quadro, spiccano anche i nomi di due calciatori statunitensi: Carlos Montes Zuniga e Fatai Alabi. La stagione successiva nessuno di loro rimane al Mosta. 

Ma il danno d'immagine per il club maltese non sta nemmeno soltanto nel (vero o presunto) cattivo trattamento verso i calciatori provenienti dall'estero. C'è pure il fastidio di quell'accostamento al Pembroke Athleta, che poche settimane prima del comunicato di Fifpro segna un passaggio ben più imbarazzante. A metà febbraio 2017 si diffonde infatti la notizia su sospette manovre di match fixing a margine della gara fra le due squadre, che in quel momento occupano le ultime due posizioni della classifica

Il Pembroke la gioca in casa e s'impone 5-0, ma immediatamente scatta l'accusa di tentata corruzione per il suo allenatore. Che si chiama Uchenna Anyanwu, nigeriano pure lui. Anyanwu prova ad ammorbidire due calciatori del Mosta, che non ci stanno e denunciano. Inevitabile commentare: pensa come sarebbe finita la partita se li avesse pure ammorbiditi. In conseguenza di quell'episodio, e di un'altra partita del Mosta (persa in casa 0-1 contro il Birkirkara) che l'allenatore nigeriano prova a aggiustare, la federcalcio maltese appioppa al Pembroke 10 punti di penalizzazione e una multa da 5000 euro

Anyawu viene radiato e deve affrontare anche il giudizio penale. Su quel versante il verdetto arriva a gennaio 2018: un anno di reclusione, ma con sospensione condizionale per la durata di due anni, e 1000 euro di multa. Davvero inflessibili nel far rispettare le regole, a Malta. Ma l'importante è che da quelle parti gli stipendi vengano con esagerata puntualità. Dal Mosta certamente, sostiene Leghissa. E dagli altri club? È questo un interrogativo che, assieme a molti altri, troverà risposta nelle prossime puntate.

@pippoevai

(1. continua...)