Dopo i primi due articoli della nostra inchiesta sul calcio maltese, entrambi dedicati al Mosta FC ( QUI e QUI), il presidente del club biancazzurro, George Galea, ci ha contattato e si è offerto di darci alcuni chiarimenti. Ne è nata l'intervista che potete leggere a seguire. Galea ha fornito la versione del Mosta FC a proposito di molti aspetti emersi nei due pezzi che Calciomercato.com ha pubblicato nelle scorse settimane. Gli articoli di analisi, sia sulla situazione del Mosta che sul resto del calcio maltese, riprenderanno dalla prossima puntata.

Buongiorno presidente George Galea, e grazie per avere accettato la richiesta d'intervista avanzata da Calciomercato.com. Per prima cosa vorremmo chiederle come mai un così ampio reclutamento di calciatori stranieri, e perché questo flusso s'impenni a partire dalla stagione 2011/12.
"Fino al 2010, nel campionato maltese, ciascuna squadra poteva schierare al massimo 3 stranieri. Nel corso degli anni il numero degli stranieri utilizzabili in partita è stato portato a 7, schierati nella formazione di partenza. Alcuni club hanno anche 11 calciatori stranieri tesserati".


Molti fra i calciatori stranieri tesserati dal Mosta rimangono da voi soltanto una stagione. Qualcuno non arriva nemmeno a completarla, e ci sono casi di calciatori stranieri ceduti dal Mosta poche settimane dopo il loro arrivo. Come mai?
"Alcuni di questi calciatori vengono al Mosta in prestito, altri sono tesserati direttamente da noi. Dipende dal tipo di contratto che viene stipulato. E poi c'è che alcuni si adattano e altri no. Comunque ci sono calciatori che rimangono al Mosta per un tempo più lungo".


Nel 2013 lei annunciò una partnership tra il Mosta e un terzetto di club formato da Parma, Brescia e Trencin. Attualmente il suo club ha delle partnership in corso? E si tratta di partnership con club italiani?
"Non abbiamo alcuna partnership in corso".

 
I calciatori stranieri che arrivano in prestito al Mosta sono pagati dai loro club? E il Mosta è pagato dai club che prestano i calciatori?
"Ad alcuni calciatori paghiamo per intero il salario, per altri è previsto il premio di valorizzazione da parte del club prestatore. In ogni caso gli accordi avvengono nel pieno rispetto delle norme Fifa e tutti i passaggi sono registrati attraverso il Transfer Matching System".


Analizzando i flussi di trasferimenti di calciatori che negli anni recenti hanno interessato il suo club, abbiamo notato che certi periodi sono caratterizzati da rapporti privilegiati coi mercati di singoli paesi. Sembra quasi vi siano delle catene migratorie. Per esempio, nel 2016 il Mosta ha reclutato numerosi calciatori africani, in gran parte provenienti dalla Nigeria. Vorremmo sapere quale sia la logica che spinge il suo club, da una stagione all'altra, a privilegiare un mercato estero piuttosto che un altro.
"In quella stagione eravamo sponsorizzati da un consorzio nigeriano e l'accordo consisteva nel fatto che loro portassero calciatori".


Potrebbe dirci qualcosa di più a proposito di questo accordo?
"Il consorzio era formato da Tijani Babangida, ex calciatore della nazionale nigeriana, e da altri due connazionali. Apparentemente Babangida era presidente di un club nigeriano. Il Taraba, credo. I calciatori non venivano pagati in Nigeria, e per questo hanno anche inscenato una protesta che è stata repressa dalla polizia. Poi però la partnership non ha funzionato e si è interrotta".


Nel 2017 il Mosta è stato accusato da Fifpro di ritardare i pagamenti dei calciatori e di sistemarli in appartamenti non adeguati. In particolare, si diceva che a essere vittima di tale cattivo trattamento fossero calciatori nigeriani e statunitensi. Per questo motivo Fifpro lanciò un appello ai propri associati affinché non accettassero ingaggi dal Mosta. Cosa ha da dire in proposito? E in generale, ritiene ci sia un problema di salari in ritardo, nel calcio maltese?
"Il comunicato di Fifpro riguardava sia il Mosta che il Pembroke. E i calciatori statunitensi erano tesserati dal Pembroke. Per quanto riguarda i nigeriani tesserato con noi, a lamentarsi è stato soltanto uno di loro perché aveva freddo a dicembre! A Malta  non usiamo il riscaldamento centralizzato, nessun appartamento lo ha. Come club abbiamo 6 appartamenti da mettere a disposizione dei calciatori. E inoltre io faccio di mestiere l'immobiliarista, gestisco appartamenti e case di vacanza. Dunque per noi del Mosta la sistemazione dei calciatori in alloggio è l'ultimo dei problemi. È davvero curioso che Fifpro abbia chiesto di metterci al bando solo perché un calciatore ha avuto freddo a dicembre... suvvia! Un'organizzazione così importante avrebbe dovuto almeno mostrare la decenza di ascoltare la nostra voce. Ma io so da dove siano venute certe spinte..".


Ci dica pure...
"Diciamo che non abbiamo un buon rapporto con la Malta Football Players Association (MFPA). Loro fanno gli interessi dei calciatori, noi facciamo gli interessi del club".


Torniamo all'altra parte della domanda precedente. C'è un problema di salari in ritardo, nel calcio maltese?
"Come ovunque, ci sono club che possono trovarsi in difficoltà nei pagamenti. Ma va anche detto che di recente sono state approvate regole molto restrittive in materia di Fair Play Finanziario, e chi le viola viene sanzionato con punti di penalizzazione in classifica".


Qual è il ruolo di Max Leghissa nel Mosta? È il direttore sportivo del club? O lavora anche in proprio, da intermediario?
"Max Leghissa è il direttore sportivo del club. Inoltre, avevamo due calciatori da cedere e lui ci ha aiutato a trasferirli".


Risulta che abbiate tesserato anche il figlio di Leghissa, Francesco...
"Sì, gioca nella nostra squadra di Terza Divisione. Ha 18 anni, sta facendo esperienza. Fra l'altro volevo precisare che abbiamo un ottimo settore giovanile. La nostra Primavera è prima in classifica, e l'anno scorso ha vinto il campionato. A gennaio 2018 abbiamo rinforzato la Primavera proprio per raggiungere quell'obiettivo, e il calciatore che è venuto dall'Inter [Moussa Souare, ndr] è servito a questo".


Ultima domanda, relativa a Adrian Farrugia, che come saprà meglio di noi è coinvolto insieme al padre Robert nell'inchiesta della DIA sul match fixing, denominata Dirty Soccer il 29 gennaio si terrà presso il Tribunale di Lamezia l'udienza preliminare riguardante uno dei filoni del procedimento. Adrian Farrugia è stato team manager del Mosta. Ha ancora un ruolo nel club? La foto che abbiamo pubblicato a corredo della prima puntata di questa serie di articoli lo ritrae sorridente insieme a Leghissa padre e figlio...
"Adrian non ha più nessun ruolo nel Mosta. I suoi due figli, di 9 e 12 anni, giocano nelle nostre squadre giovanili. Aggiungo che fin qui Adrian è stato accusato ma non condannato. Se lui o chiunque altro dovessero essere condannati, non avrebbero sostegno né da parte mia né da parte del club. Si trattasse anche di mio padre".

(3. continua)

@pippoevai