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L'annoso problema è tornato a ripresentarsi, prima di quello che ci si sarebbe potuto aspettare. Il Milan di Stefano Pioli ha iniziato alla grande la stagione, centrando quattro vittorie e tre pareggi in sette gare tra Serie A e Champions League, con un calendario di tutto rispetto e ricco di insidie, a differenza di altre contendenti per il titolo, visto che i rossoneri hanno sfidato Atalanta, Inter e Udinese, tre delle prime cinque classificate ad ora (il Napoli, la quarta, sarà l'avversario di San Siro domenica prossima), più Salisburgo e Sampdoria in trasferta. La frequenza delle partite in questa stagione particolare ha però già mietuto alcune vittime, e la coperta per quanto riguarda il reparto offensivo sembra già corta.

IL PROBLEMA DELL'11 E DEL 9, LEAO E GIROUD NON RIPOSANO - Si pensava paradossalmente che il problema principale sarebbe stato sulla fascia destra, ma finora Messias e Saelemaekers hanno offerto prestazioni convincenti e gol, senza cadere in ripercussioni dal punto di vista fisico. Anche la posizione del Diez è bene occupata, con De Ketelaere e Diaz che si stanno alternando e Adli che invece ha avuto pochissimo spazio. I nodi al momento riguardano incredibilmente la fascia sinistra e, come forse ci si poteva aspettare, il numero 9: sul lato mancino infatti Leao ha dovuto fare gli straordinari, giocando praticamente sempre, ma sarà costretto a saltare il Napoli per squalifica e in generale non gli si può chiedere di essere brillante e decisivo con questo tipo di impiego continuo. Stesso concetto, ampliato e ingigantito, per Olivier Giroud in attacco: 3 reti decisive finora, ma la carta d'identità recita 36 primavere, una capacità di sacrificio infinita ma anche la necessità di rifiatare.

I DOLORI DI REBIC E ORIGI - I problemi stanno arrivando dalle cosiddette seconde linee. Ante Rebic sembrava partito alla grande con la preparazione estiva da protagonista e la doppietta all'Udinese all'esordio, ma è subito ricaduto nelle problematiche che hanno caratterizzato la scorsa stagione, con i dolori alla schiena che gli impediscono di essere disponibile con continuità e lo condizionano anche psicologicamente. Un bel problema, per il croato che sarebbe importante alternativa sia da 11 che da 9. Sulla stessa strada sembra essersi incamminato Divock Origi: tanti i piccoli infortuni nella passata annata con la maglia del Liverpool, in rossonero il solco sembra il medesimo, con infiammazioni muscolari che gli stanno impedendo di mettersi in mostra. Doveva partire dal 1' a Genova, quasi sicuramente non ci sarà nemmeno con la Dinamo Zagabria.
IBRA FUORI DALLE ROTAZIONI - Della situazione di Zlatan Ibrahimovic si era a conoscenza. Tornerà a gennaio, ma a 41 anni e con il trascorso di infortuni che lo svedese annovera sulla propria cartella medica, ogni minuto trascorso in campo sarà un successo. Non si può calcolare nelle rotazioni, a differenza di Rebic, Origi e Giroud, che al momento non ha manifestato problemi fisici. ma che resta fragile.

PER GENNAIO RISPUNTA LANG - Per questo motivo Maldini e Massara potrebbero correre ai ripari già a gennaio, inserendo un altro interprete offensivo: il nome caldo resta quello dell'olandese del Bruges Noa Lang, classe 1999, che da tempo piace ai dirigenti rossoneri. Bart Verhaeghe, presidente dei belgi, è tornato sulla questione, intervistato da Nieuwsblad.be: "Noa ha ricevuto diverse offerte, alcuni club hanno dialogato con lui, come Milan o Leeds. Per noi aveva il via libera di andarsene, ma alla fine ha scelto di restare. Il Milan poi ha preso Charles De Ketelaere, ma c’era un momento in cui poteva prenderli entrambi. Lang è un ragazzo molto selettivo: ha ricevuto una proposta da 18 milioni dal Lille ma l’ha rifiutata. Alla fine ha preso la decisione e ci ha detto di voler rimanere. Ora puntiamo molto sul suo carattere e la sua classe". Fino alle sirene d'inverno.

@AleDigio89