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Onore alla Dea di Bergamo che, scesa a Roma senza timori reverenziali al cospetto di 60mila tifosi romanisti urlanti, gioca senza paura, tira in porta appena quattro volte (la Roma una ventina di volte) e torna a casa onusta dei tre punti che la proiettano al vertice della classifica, in attesa di Milan-Napoli. Il gol partita lo ha segnato il baby Scalvini, al 35’ del primo tempo, una frazione di gioco bruttina e spigolosa, riscattata da una ripresa giocata ad alto livello e senza calcoli né risparmio da entrambe le squadre. Espulso Mourinho per proteste nei confronti dell’arbitro Chiffi che non ha diretto male ma neppure benissimo un match ricco di ombre. Il triste presagio della serataccia giallorossa si era già manifestato nel prepartita. Dybala aveva abbandonato la seduta di riscaldamento per un guaio muscolare. Ed era salito in tribuna. Gravissima perdita. E’ mancata terribilmente alla Roma la fantasia del fuoriclasse argentino fra le linee, è mancato il colpo di genio che avrebbe potuto scardinare il bunker nerazzurro.

BRUTTA NOTIZIA - Guaio muscolare per Dybala, Mou con le mani nei capelli è costretto a rivedere i piani: dentro Matic in mediana e Pellegrini orna nel tridente avanzato al fianco di Zaniolo e Abraham. La seconda notizia picchia duro sull’Atalanta. Una manciata di minuti e Musso in uno scontro volante con Demiral (Juan, il pallone si chiama quando si esce) viene colpito al volo e deve lasciare il posto a Sportiello. Il match stenta a decollare, gran affollamento nella fascia centrale del campo duelli rusticani fra Matic, Cristante dal lato della Roma, e Koopmeiners e De Roon per la Dea. Una mezza tonnara che richiama gli esterni delle due squadre (Celik, Spinazzola, Hateboer e Maehle) nonché gli attaccanti, Pellegrini e Zaniolo, e Ederson e Pasalic. “Partita gladiatoria! avrebbe strillato nel microfono la buonanima di Niccolò Carosio, godendosi il mulinare di bulloni e scarpini. Chiffi la governa a braccio, sbaglia a non ammonire De Roon (trattenuta su Zaniolo), esagera nel mostrar il giallo a Maehle (entrata su Celik). Il match langue, si attorciglia su sé stesso, s’ingolfa in mille insipidi spezzoni. Peccato, le due squadre sarebbero attrezzate per offrire uno spettacolo tecnico più raffinato.

POCA ROBA - I tenori steccano, Zaniolo è spesso “un vorrei ma non posso”, Pellegrini predica nel deserto, Abaham cozza contro Demiral e Toloi e in mezzo si masticano malamente troppo palloni sporchi. Dai e dai l’equilibrio si incrina ed è l’Atalanta a cogliere il frutto del gol. Accade al 35. Hojlund lavora un bel pallone e lo offre a Scavini, inventato dal Gasp a tuttocampo, il ragazzino controlla e scarica un piattone col destro che coglie l’angolino basso della porta della Roma. Dea avanti. La reazione romanista è veemente, Abraham sbaglia il gol del pareggio, scavalca Musso ma si allunga il pallone sul fondo. Poi scarica sul portiere bergamasco in uscita una ghiotta occasione. Si va al riposo con l’Atalanta avanti di un gol.
RIPRESA - Gasperini si copre. Dentro Okoli per Scalvini e Muriel per Hojlund. E’ tutta un’altra Roma. Il redivivo Zaniolo si ricorda di essere Zaniolo e ingaggia furibonde scorribande col difensore appena entrato con la consegna di mordergli le caviglie. Due volte il golden boy giallorosso precipita a terra in area di rigore e Chiffi per due volte decide che le reciproche trattenute di magia e pantaloncini non meritano il suo fischio. Nella prima circostanza, Mourinho balza all’interno del terreno di gioco in una plateale protesta che non sfugge all’arbitro veneto. Cartellino rosso e il tecnico deve abbandonare la panchina e la sua squadra. Continuerà ad impartirle ordini dalle transenne. La partita accende falò qua e là, Chiffi è turbato e confuso, i giocatori non lo aiutano protestando platealmente e spesso senza ragione ad ogni fallo fischiato. Brutto spettacolo in uno spettacolo calcistico che si fa via via più appassionante: Abraham salva sulla linea di porta una deviazione maldestra di Mancini, la Roma punzecchia ma non buca la difesa granitica allestita dal Gasp. Muriel si incarica di tener su la sua squadra a suon di dribbling e di veroniche. La giostra delle sostituzioni segnala che si è giunti agli ultimi fuochi, Mou mette mano a Shomurodov e Zalewski per Abraham e Mancini, l’assedio finale all’area bergamasca è lirico ma improduttivo. Shomurodov si mangia di testa e di piede il possibile gol del pareggio, Hateboer salva al pelo un assist dell’attaccante per Belotti subentrato a Matic. E insomma era destino. La Roma raccoglie i cocci e ricomincia daccapo la scalata alle vette del campionato. L’Atalanta si insedia al primo posto e Gasperini è il ritratto della felicità.

Roma-Atalanta 0-1 (primo tempo 0-1)

ROMA: Rui Patricio; Mancini, Smalling, Ibañez; Celik, Cristante, Matic (67' Belotti), Spinazzola; Zaniolo, Pellegrini; Abraham (79' Shomurodov).
All.: Mourinho.
ATALANTA: Musso (8' Sportiello); Toloi, Demiral, Scalvini (46' Okoli); Hateboer, De Roon, Koopmeiners, Maehle; Ederson, Pasalic (74' Lookman); Højlund (46' Muriel).
All.: Gasperini.
Reti: 35’ Scalvini
Assist: 35’ Hojlund
Ammoniti: Maehle, Toloi, Hateboer, Demiral, Koopmeiners, De Roon. 
Espulso: Mourinho
Arbitro: Chiffi