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Una vita da protagonista, ma mai da numero uno. Anche se lui ha provato spesso a diventarlo, autoproclamandosi dio. In realtà Ibrahimovic è sempre stato un fuoriclasse al quale è mancato qualcosa - forse la Champions - per diventare il migliore. Non a caso non solo non ha mai conquistato il Pallone d’oro, ma non è arrivato in alcuna circostanza nei primi tre, e senza che ci fosse chi gridava allo scandalo. Il segnale di un fenomeno che non è una divinità del calcio.

Un numero uno lo è stato e continua a esserlo, invece, Cristiano Ronaldo, il quale da quasi tre lustri si divide questo ruolo con Messi. Si può discutere su chi sia stato il migliore, non che lo sia stato uno di loro due. Con buona pace di Ibrahimovic.

Il miracolo di Ibrahimovic, in questa sua straordinaria stagione al Milan, è proprio questo: avere raggiunto Ronaldo a 39 anni suonati. Oggi Zlatan ha segnato in campionato più di Cristiano (10 gol contro 8) a una media vicinissima a quella del portoghese (una rete ogni 53 minuti contro una ogni 48). Per i rossoneri, lo svedese pesa quanto CR7 per la Juve: è l’uomo che cambia gli equilibri, che dà consistenza al gioco della squadra, che marca la differenza. Lo ha sempre fatto? Sì, ma non ha mai tenuto testa a Ronaldo e Messi. E quando è andato in quello che all’epoca era il loro campionato, la Liga, lo svedese ha fallito e se ne è venuto subito via. E in Champions non ha mai inciso fino alla fine, anzi è diventata il suo incubo.

E’ legittimo, adesso, avere ancora qualche dubbio sulla capacità di ibrahimovic di continuare a esprimersi a questi livelli per tutta la stagione, proprio per una questione anagrafica. Ma di sicuro oggi Zlatan è un numero uno. Alla pari con Ronaldo. Alla faccia dell’età.
@steagresti


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