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Dal ritiro della Nazionale, a Coverciano, Cesare Prandelli ha sollevato quello che è diventato il CASO della settimana del calcio italiano: la presunta assenza di giovani talenti pronti per la maglia azzurra.

LA FRASE. Questa la dichiarazione di Prandelli: "È giusto dire che il campionato è ricco di per stesso ma povero per quel che mi riguarda. Non sono deluso ma mi aspettavo qualcosa in più. Per certo ruoli non ho avuto le risposte che mi aspettavo. Non vedo giovani in grado di star qui ora. Mi auguro che tra 5-6 mesi il campionato me li offra. Tenevo d'occhio quattro ragazzi: due si sono infortunati, due si sono un po' persi".

IL PARERE. Per commentare e approfondire il tema proposto dal ct, calciomercato.com ha interpellato Mino Favini, classe 1935, storico talent scout dell'Atalanta, uno che conosce molto bene sia Prandelli che il vasto mondo dei settori giovanili italiani.

"Io penso di aver interpretato le parole di Cesare Prandelli nel senso che al momento non ci sono dei giovani che nell'immediato gli diano delle garanzie tali per poter essere impiegati- spiega il responsabile del settore giovanile dell'Atalanta -. Non l'ho interpretata nel senso che Cesare pensi che non ci siano in assoluto dei giovani calciatori. Credo che Prandelli intendesse dire che di giocatori pronti al momento non ce sono molti. Questo non vuole dire che lui non segua e che non guardi attentamente l'evolversi dei giovani delle squadre di Serie A".

"Poi nell'arco di cinque o sei mesi le cose possono anche cambiare - aggiunge Favini ai nostri microfoni -. Ci sono i cicli generazionali: ci sono dei momenti in cui tutti abbiamo l'impressione che non ci siano giovani di qualità e poi a tutto a un tratto magari sbocciano dei nuovi elementi che lasciano ben sperare".

"Io sono d'accordo con Prandelli - prosegue -. Al momento non ci sono giocatori che offrano garanzie tali da poter già essere impiegati in una Nazionale come quella italiana. Al momento so quello che può dare un giocatore come Gianluca Zambrotta, che conosco fin da quando era bambino. Pur a 33 anni so quello che può dare rispetto a qualche giovane che magari può maturare ma che al momento non è ancora pronto".

Per quanto riguarda un suo eventuale coinvolgimento nell'ambito della Figc, Favini spiega: "Io son già fin troppo impegnato con l'Atalanta. Ho già detto a chi di dovere di essere disponibile per una chiacchierata, una riunione, uno scambio di idee. Ma se l'impegno fosse costante mi peserebbe abbastanza, anche perché continuo a ripetere che questa possibilità e questa offerta sarebbero dovute arrivare almeno dieci anni fa. Oramai sono vicino ai 75 anni e sono tanti...".