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    Il cielo sopra Sky, Sabatini: Cole, Evra, Torres e Vidic, low cost per soli ex?

    Il cielo sopra Sky, Sabatini: Cole, Evra, Torres e Vidic, low cost per soli ex?

    Voli low cost da Londra e Manchester. Classica offerta di fine estate. Quattro passeggeri a bordo. In ordine alfabetico: Cole, Evra, Torres e Vidic. All’imbarco campioni, all’atterraggio bidoni: una volta si diceva così. Adesso si abbrevia in top e flop. Comunque capiscono tutti, anche in Premier League, dove li hanno infiocchettati e spediti in offerta speciale.

    Già, il campionato di provenienza: almeno in questo caso, le origini sono limpide. Niente da dichiarare: Cole, Evra, Torres e Vidic sembrano luminosi ex campioni che tramontano nel campionato italiano. A pensarci prima c’era da immaginarlo, che sarebbe andata così.

    Ma la storia del calciomercato è piena di “campioni diventati bidoni”, espressione vintage che venne inventata addirittura sessant’anni fa per alcuni sudamericani arrivati in nave. Li prese l’Inter. A Milano li videro più nei night-club che allo stadio.
    A San Siro si vide poco anche Gilberto, uno dei tanti terzini sinistri transitati in nerazzurro nel massimo (Moratti) periodo di porte girevoli. Brasiliano educato e timido, subì perfino troppo la diffidenza collettiva e le leggende metropolitane. Tipo “arriva dal campionato brasiliano di calcio a 5”. E’ vero che in quei tempi all’Inter c’era la tendenza a presentare da campioni anche inesorabili bidoni. Ma nel caso di Gilberto, la trasformazione fu ingiusta: negli anni successivi giocò ancora a lungo, collezionando perfino una trentina di presenze nella nazionale brasiliana.

    Più recente il caso di Ze Eduardo, in arte Ze Love (262k followers su Twitter!), inspiegabile fenomeno social ma spiegabilissimo bidone. Quel genio di Preziosi l’aveva rifilato a Galliani per sostituire Pato. Già bocciato dopo rare apparizioni al Genoa, Ze Eduardo venne sottoposto ad un colloquio d’ingresso con Allegri che lo scartò dopo un dialogo surreale: “Sei forte ma non mi servi”. Una frase che è la versione abbellita quella volta che, ai tempi di Ulivieri, al Bologna un giocatore appena acquistato si lamentò in intervista: “Non gioco mai perché l’allenatore non mi vede”. Scritta e letta, la risposta di Ulivieri non rende. Ci vorrebbe l’audio, con la raccomandazione di abbassare il volume. Urlava forte: “Non ti vedooo?!?!?! Ma è proprio perché ti vedo, che non giochi mai!!!”

    Sandro Sabatini (giornalista Sky Sport)
    Sandrosabatini.com   -  @SabatiniSky24

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