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Non ci voleva. La seconda stagione di Rafael Leao con la maglia del Milan parte in salita, rimanda i suoi piani di rilancio. Tutta colpa della positività al coronavirus, che obbliga l'attaccante portoghese a restare ai box, lontano dai campi di gioco. Dal club rossonero non sono arrivati comunicati ufficiali, in questi giorni l'ex Lille non si è allenato a Milanello per un non-chiaro-infortunio, un mistero chiarito ieri sera dal diretto interessato, che su twitter ha ammesso di aver contratto il virus: "Colpa della quarantena".

FUORI - Leao sta bene ed è asintomatico, ma sono tre settimane che non riesce ad allenarsi con il gruppo. In attesa di sottoporsi al doppio tampone, ​salterà la trasferta di Europa League in Irlanda contro lo Shamrock Rovers, in programma giovedì, e l’esordio di campionato contro il Bologna, lunedì sera a San Siro. Potrebbe tornare a disposizione per l'eventuale secondo impegno europeo, previsto per il 24 settembre, ma è chiaro che siamo nella sfera delle ipotesi. Quando risulterà negativo tornerà a Milanello, dove ​seguirà un percorso personalizzato per rimettersi al pari condizione della squadra.
IN SALITA - Un'occasione persa per il ragazzo cresciuto nello Sporting Lisbona, che con Rebic squalificato in Europa per tre turni, avrebbe potuto dire la sua, cambiare le gerarchie di Pioli. Il Milan in estate l'ha tolto dal mercato, ha scelto di dargli una seconda chance, di puntare sulle sue qualità, ora si aspetta una svolta. A Leao è stata data una seconda chance, dovrà dimostrare di essere cresciuto come uomo e come calciatore. La strada è lunga e ricca di ostacoli: ora il coronavirus, poi la concorrenza di Rebic e Brahim Diaz. Serve il salto di qualità, deve dimostrare di meritare la maglia rossonera.