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L'eredità tecnica del Papu Gomez, la determinazione di giocarsi il posto da trequartista con Ilicic quanto meno ad armi pari per non dover coltivare un giorno il rimpianto di non aver tutto il possibile per conquistarsi un posto nell'Atalanta e lasciare una traccia del suo passaggio nel calcio italiano. Ruslan Malinovskyi ha fatto delle valutazione lo scorso gennaio, se fosse davvero il caso di salutare la compagnia e cercare una soluzione che gli consentisse di giocare con maggiore continuità, con un occhio anche all'appuntamento dell'Europeo con l'Ucraina della prossima estate.

LA SVOLTA - Andriy Shevchenko lo aveva avvisato, in Italia e Bergamo avrebbe trovato pane per i suoi denti, comprensibili difficoltà di adattamento rispetto alla realtà del calcio belga, ma anche un allenatore dai principi ferrei e che sa valutare i giocatori dal punto di vista tecnico. Non è un caso che, dallo scorso 28 febbraio in avanti - fatta eccezione per la partita contro lo Spezia - il trequartista di Zhytomyr le giochi tutte da titolare e nelle ultime uscite, complice il momento di forma straripante di Muriel, si ritrovi ad agire addirittura dietro a due attaccanti puri, con relativo cambio di sistema di gioco. In gol contro Sampdoria e Verona, 5 assist nelle ultime tre presenze, una testimonianza più che tangibile di una decisa inversione di tendenza.
LA CONFESSIONE - La svolta, forse, anche per la sua carriera, memori dell'interesse palesatosi nei mesi anche da parte dell'Inter e delle prospettive future con la maglia di un Josip Ilicic che, a dispetto del rigore decisivo di ieri a Firenze, è uscito nelle ultime settimane dalle grazie di Gasperini e ha perso posizioni nelle gerarchie tattiche. In favore di un Malinovskyi in decisa rampa di lancio e che in una recentissima intervista non ha avuto paura di aprirsi e di svelare i motivi delle sue precedenti difficoltà: "Finalmente mi sento molto bene fisicamente, quest'anno non era mai successo. Il Papu? Ho sentito un po' di pressione perché sapevo che la gente si aspettava di più da me". Ora è cambiato tutto ed è cambiato molto anche nella testa di Gasp, disposto ad "abiurare" persino la difesa a tre per uno come lui.