5
Tre persone. Tre persone stanno indirizzando la sua storia. Papà Joao Carlos, l'ex centrocampista brasiliano Edu e Unai Emery. C'erano 25 club su Gabriel Martinelli, classe 2001 cresciuto nel piccolo Ituano, già snobbato da Manchester United e Barcellona in passato, cercato dal Real Madrid, ma alla fine, a spuntarla, è stata l'Arsenal. Il motivo? Quasi 10 milioni di euro, ovviamente, ma soprattutto le tre persone citate sopra. 

FUTURO ROSEO - In primis, papà. Joao Carlos, quello che lo aiutava a fare i compiti la sera o lo portava a lezione dopo le partite coi grandi, voleva un progetto ben chiaro per il futuro del giovane Gabriel: non voleva rischiare che facesse la fine di tanti talenti brasiliani passati in Premier per vivacchiare, e scomparire, tra un prestito e l'altro. E qui, è arrivata la seconda persona, Edu, direttore tecnico dell'Arsenal, spalleggiato da Francis Cagigao, responsabile dello scouting internazionale dei Gunners, che gli hanno esposto il progetto del club londinese. "Crediamo in lui". Per intenderci, hanno promesso a Joao Carlos Martinelli che suo figlio Gabriel non avrebbe fatto la fine di Wellington Silva. "Chi?". Ecco, appunto...

NUMERI DI RECORD - Con un passato nel Corinthians a giocare a futsal, Gabriel Martinelli è già nella storia dell'Arsenal. E qui molto dipende dalla terza persona, Unai Emery: rimasto subito impressionato dalle qualità dell'italobrasiliano (sì, ha origini italiane e non è mai stato chiamato dalle nazionali giovanili brasiliane), ha deciso di puntare su di lui, con ragionevolezza. Qualche minuto in Premier, debutto in EFL Cup con doppietta al Nottingham Forest, diventando il più giovane brasiliano a segnare con la maglia di un club inglese, debutto in Europa League contro lo Standard Liegi e doppietta, con assist, diventando il più giovane giocatore dell'Arsenal a fare una doppietta in Europa a 18 anni e 107 giorni. 

DOTI TECNICHE - Ancora grezzo, ma pronto. Veloce, un'iradiddio in pressing, tecnico, forte di testa e pronto a reggere l'urto fisico. Nel 4-3-3 può agire sia da centravanti, dove ama attaccare il primo palo (il gol di ieri di testa ne è un chiaro esempio), sia da esterno offensivo (vedi l'assist contro lo Standard Liegi), temibile in area come fuori (vedere gol contro il Nottingham Forest), dotato di un grande destro. Deve completarsi, ma le basi ci sono tutte. Ah, sì, poi c'è l'umiltà.

L'UMILTA' -  Lo ha detto Emery, che si è ritrovato davanti un ragazzo voglioso di ascoltare e imparare. Come dopo quel pomeriggio nuvoloso ​l'8 agosto del 2018, sul terreno di gioco del Comendador Souza, nascosto tra le fabbriche vicino a Barra Funda, vicino San Paolo. Davanti a 203 tifosi,che hanno pagato un biglietto poco meno di 5 euro, Gabriel Martinelli faceva il suo debutto in Nacional-Ituano dopo il quale ha chiesto a Vinicius Bergantin, allenatore dell'Ituano, se poteva lasciare il campo con il suo papà e non con il resto della squadra, come si fa regolarmente. Il motivo? Aveva una lezione la sera...