"C'è anche il Napoli su Golovin. Da quanto mi risulta, i suoi agenti hanno recentemente incontrato la società italiana in vista di una possibile offerta per l'estate. Il valore di mercato del giocatore oggi si aggira sui 15 milioni di euro". A parlare così è Nobel Arustamian, giornalista russo particolarmente attento alle vicende di mercato nel suo Paese. Un'indiscrezione per il momento, niente di più. Perchè il Napoli è ancora totalmente concentrato su un finale di campionato che riserverà domenica prossima l'attesissimo scontro diretto per lo scudetto con la Juventus e perchè sul centrocampista del Cska Mosca hanno messo gli occhi club stranieri molto importanti, Arsenal e Chelsea in testa. Ma chi è Golovin?

DAL FUTSAL AL TRONO D'EUROPA - Centrocampista centrale classe 1996, nato e cresciuto nel sud della Siberia, zona nella quale ha mosso i primi passi calcistici giocando a futsal, praticabile nei tanti palazzetti che sorgono in quelle zone per ovviare alle temperature estremamente rigide durante il periodo invernale. Una variante rispetto al calcio a 11 che gli consente di affinare doti tecniche da predestinato, ma che inizialmente non sono sufficienti per emergere, a causa di un fisico considerato troppo minuto. Deve attendere il compimento dei 16 anni di età per essere notato e portato nella capitale da un osservatore del Cska, che intravede in Golovin un prospetto con colpi da campione. Seconda punta, esterno offensivo o trequartista, è in queste posizioni che si mette in evidenza nell'edizione 2013/2014 di Youth League, segnando un gol a Bayern Monaco e Manchester United e attirando da subito l'interesse di molti addetti ai lavori. Nella stagione successiva, conquista il suo primo titolo di rilevanza internazionale, l'Europeo Under 17 superando in finale ai rigori l'Italia del milanista Calabria e del bomber del Perugia Cerri
LA SCOMMESSA DI CAPELLO - E' l'inizio di una scalata inarrestabile, che prosegue con un gol al Mondiale di categoria pochi mesi dopo e con l'approdo in prima squadra nel 2015, il suo anno di grazia; il tecnico di allora del Cska  Mosca Leonid Slutsky lo fa esordire in una partita di Coppa, lui pochi dopo raggiunge un'altra finale europea con la nazionale, l'Under 19, prima di passare per un brevissimo periodo in Under 21. Tanto basta a Fabio Capello, ct mai rimpianto della Russia ma sempre con un fiuto speciale per i calciatori di talento, per farlo debuttare con la squadra maggiore in un'amichevole con la Bielorussia e l'impatto è immediato. Ventotto minuti sono sufficienti a lasciare il segno e a segnare il suo primo gol. Presto diventa titolare anche nel Cska dove Slutsky inizia a maturare l'idea di convertirlo in un centrocampista centrale in grado di dettare i tempi, esperimento che prende in vita nel deludente Europeo del 2016 e che proseguirà con la maglia del suo club anche dopo l'approdo in panchina di Goncharenko.

LO MANDA... KANCHELSKIS - Pur retrocesso di una trentina di metri rispetto al suo ruolo originario, Golovin riesce a fare emergere altre qualità oltre a una precisione di passaggio e a una fase difensiva tra le migliori dell'intero campionato russo: il tiro da fuori, una specialità della casa. Se ne accorgono in Europa League Lione prima e Arsenal poi, la squadra che la scorsa estate era andata vicinissima a ingaggiarlo; un fascino quello della Premier che potrebbe avere un certo richiamo nel ragazzo, che a quanto pare è un vero e proprio pallino del patron del Chelsea Roman Abramovich, che lo ha indicato ai suoi dirigenti come obiettivo prioritario del prossimo mercato. Nel passato più o meno recente, illustri predecessori come Alexey Smertin, centrocampista della nazionale russa finito proprio ai Blues, o l'ex Arsenal Andrej Arshavin sono stati capaci solo in parte di replicare le giocate mostrate in patria. L'ex Fiorentina Andrej Kanchelskis, altro sinonimo di genio e sregolatezza, ha dichiarato che Golovin può diventare quello che lui sarebbe potuto essere. Un'investitura in piena regola. Forse anche per questo, pure il Napoli ha messo gli occhi addosso al miglior giocatore del calcio russo, pronto a prendere per mano nel Mondiale di casa una nazionale in piena crisi di identità.