Parma praticamente salvo, a quota 33 i gialloblù si sono garantiti la tranquillità. Genoa che resta con un pugno di mosche in mano. Il gol che spacca una partita per lunghi tratti noiosa come una lezione di chimica alla quinta ora del sabato lo segna Kucka, l'ex di turno. Calcio d'angolo di Dimarco, un arcobaleno che plana nell'area del Genoa e su cui si avventa Kucka di testa. Paratona di Jandrei, che respinge il pallone sulla traversa. Rigoni cerca di ribattere in rete da mezzo metro. Il suo intervento è scomposto, il Genoa si lamenterà per un fallo di mano. Il pallone sbatte sul palo ed il più lesto di tutti è Kucka. Botta terrificante e gol-partita, anche se ci vorranno un paio di minuti perché l’'arbitro Sacchi convalidi. C'è un silent-check col Var, poi il boato del "Tardini". Il Parma ritrova la vittoria in casa dopo oltre tre mesi e mezzo. L'ultima volta era datata 25 novembre 2018, 2-1 al Sassuolo. Il Genoa lamenta la poca incisività dell'attacco. Da tre partite non segna. Il Grifone interrompe anche la striscia positiva di sei risultati. Una sola disattenzione è costata cara.

Il primo tempo vive di tic-toc che partono senza mai arrivare, una lunga serie di passaggi in orizzontale che non portano mai le squadre al tiro. Poche davvero le cose meritevoli di nota. Il buon lavoro di Bessa a centrocampo, con il brasiliano che riassume nel suo gioco qualità e dinamismo ed è il più intraprendente dei suoi. Un paio di brillanti intuizioni di Siligardi sulla fascia destra, ma anche qualche pausa di troppo. Un controllo in area con immediata giravolta di Inglese a sfiorare il palo alla sinistra di Jandrei: bel gesto, ma inutile. Tutto qua. Il Genoa lì dietro chiude a doppia mandata la propria area, il Parma non riesce mai ad innescare Gervinho. A proposito dell’ivoriano: se gli capitano giornate così diventa quasi un lusso tenerlo in campo (lo dimostrerà anche nei minuti di recupero quando si divorerà il raddoppio in contropiede).

Nella ripresa - prima del gol - l'azione più significativa è del Genoa. Cross di Lazovic dalla destra, Sepe rinuncia all'uscita, Sanabria tocca di testa per Lerager. La coordinazione è approssimativa, il tiro poco preciso. Occasione sprecata, il centrocampista poteva fare sicuramente meglio. Il gol di Kucka (ex che non esulta) piega le ginocchia al Genoa. A nulla serve l'inserimento nel finale di Pandev e Lapadula. Il Parma gestisce senza soffrire anche nei sei minuti di recupero e alla fine ottiene la password per la salvezza. Il più è fatto, bravo D'Aversa, capace a metà marzo di aver centrato l'obiettivo che gli era stato chiesto.


IL TABELLINO

Parma-Genoa 1-0 (primo tempo 0-0)


Marcatori: 34’ s.t. Kucka

Parma (4-3-3): Sepe; Dimarco (38’ s.t. Bastoni), Gagliolo, Alves, Iacoponi; Kucka, Scozzarella (25’ s.t. Biabiany), Rigoni; Gervinho, Inglese, Siligardi (40’ s.t. Sierralta). All. D’Aversa

Genoa (4-3-3): Jandrei; Criscito, Zukanovic, Romero, Pereira (40’ s.t. Lapadula); Bessa (29’ s.t. Rolon), Radovanovic (35’ s.t. Pandev), Lerager; Lazovic, Sanabria, Kouame. All. Prandelli

Arbitro: Sacchi di Macerata

Ammoniti: 42’ p.t. Radovanovic (G), 23’ s.t. Scozzarella (P), 39’ s.t. Alves (P)