192
Cambia l'allenatore, cambiano i giocatori ma il risultato è sempre lo stesso. Il Manchester United sembra vivere ormai un costante déjà vu; ogni anno i Red Devils iniziano la stagione con la speranza di tornare finalmente a competere ad alto livello e puntualmente, le attese vengono cancellate di fronte a una dura realtà. Dare giudizi definitivi dopo solo due partite di campionato è ovviamente prematuro ma l'inizio del nuovo ciclo guidato da Erik ten Hag è talmente sconfortante che risulta impossibile non enfatizzare la situazione in casa Red Devils. 

2 SU 2 - Non sono le vittorie ma le sconfitte, due in due partite. Il Manchester era chiamato alla reazione dopo il deludente debutto casalingo contro il Brigthon ma la seconda uscita stagionale è stata ancora peggiore. Sconfitta per 4-0 contro il Brentford e a rendere il tracollo ancora più grande è il minutaggio con cui sono arrivate le quattro reti, ovvero nei primi 35 minuti. Nessuna reazione nel secondo tempo, nessun scatto d'orgoglio, una resa che non può non preoccupare l'ex tecnico dell'Ajax, ancora senza punti in questa Premier League. "Abbiamo bisogno di nuovi giocatori e giocatori di qualità. Cercheremo di convincerli a unirsi a noi", queste le parole di Ten Hag a fine partita che però non possono giustificare i primi 180 minuti della stagione; i problemi sono ben più profondi e non basteranno i rinforzi dal mercato.

CON O SENZA RONALDO - Entrato nel secondo tempo all'esordio stagionale, da titolare nel match contro il Brenford. Che ci sia stato o no Cristiano Ronaldo, il risultato non è cambiato. Il portoghese ha espresso a luglio la volontà chiara di lasciare Manchester per cercare una squadra che giocasse la Champions, competizione imprescindibile per l'ex Juve. Nessuno dei grandi club però ha aperto le porte a CR7 che adesso deve iniziare a realizzare che probabilmente rimarrà ancora a Manchester. Il portoghese non è l'unico problema ma forse, per il peso che ha dentro e fuori dal campo, è il primo che Ten Hag  dovrà risolvere