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La seconda batosta nel giro di pochi mesi. Un tribunale boccia la richiesta di provvedimento cautelare, avanzata dalla Liga spagnola contro il divieto posto dalla federazione di spalmare le gare di campionato dal venerdì al lunedì. E per Javier Tebas lo smacco è pesantissimo. Il presidente della Liga de Fútbol Profesional è uscito ridimensionato dalla sentenza giudice Andrés Sánchez Magro, della seconda sezione mercantile del Tribunale di Madrid. Ha invece stravinto la federazione (RFEF) guidata da Luís Rubiales, che eletto a capo del calcio nazionale poco più di un anno fa ha continuato a fare quanto faceva da presidente dell'associazione calciatori spagnola: scontrarsi quotidianamente con Tebas. E poiché i toni della rivalità fra i due sono in piena escalation, ecco che Rubiales non ha perso occasione per affondare il colpo. Dopo aver parlato di giornata storica per il calcio spagnolo, il presidente ha fatto leggere da Alfredo Olivares, portavoce della RFEF, un comunicato in cui Tebas è stato bollato come megalomane, invitato a rassegnare immediatamente le dimissioni. Per il presidente della Liga, dopo il mancato trasloco del derby Girona-Barcellona a Miami registrato lo scorso inverno, si tratta della seconda disfatta in tema di organizzazione del calendario. Dovrebbe trarne delle conclusioni, ma non lo farà.

COME NASCE IL CONFLITTO – Tebas vuole applicare per l'intera stagione la formula iper-spezzettata di calendario, con le partite di una giornata di campionato distribuite dal venerdì al lunedì, ciò che per gran parte della scorsa edizione è già stato applicato. Questa soluzione rappresenta un grande affare per i club, soprattutto in termini di vendibilità all'estero dei diritti televisivi. Ma la federazione si oppone, per motivi di merito e di metodo. Nel merito, l'istituzione guidata da Rubiales è contraria a una così lunga estensione del calendario, e nel corso del conflitto offre una soluzione di mediazione che distribuisce le gare tra il venerdì e la domenica. Nel merito, viene contestato il fatto che la decisione organizzativa sia presa dalla Liga in piena autonomia, senza passare da una consultazione con la federazione. E in ciò la RFEF trova un punto di forza nel fatto che la precedente versione del protocollo stipulato con la Liga, da cui dipende anche la gestione del calendario, sia scaduta lo scorso 30 giugno. Dunque, adesso è tutto da rifare, comprese le intese su giorni e orari di gara. Dall'opposizione di Rubiales scaturisce l'affidamento del dossier al Comité de Competición della federazione, presieduto dalla giurista Carmen Pérez. Che lo scorso 26 luglio dà ragione a Rubiales, e stabilisce che le scelte in materia di calendario vadano prese di concerto con la RFEF. Tebas non ci sta. Sollecita la destituzione di Rubiales, di Pérez e di Andreu Camps, il segretario generale della RFEF. E intanto si rivolge alla sezione mercantile del tribunale di Madrid, chiedendo la sospensiva dell'atto emesso dal Comité de Competición. Ne esce respinto con perdite. Il giudice Sánchez Magro, pur riservando qualche critica all'agire della federazione, nega la sospensiva, accetta la soluzione delle partite distribuite fra il venerdì e la domenica, e soprattutto afferma il principio che le decisioni sul calendario vadano prese di concerto con la RFEF. Tebas adesso ha 20 giorni di tempo per ricorrere all'Audiencia Provincial. Ma intanto deve ingoiare il ridisegno del calendario della prima giornata, che verrà disputata nel prossimo weekend. Ha perso la battaglia, in attesa di vedere se perderà anche la guerra.

PIACE A CAIRO, AGNELLI LO TEME – Strano destino, quello dell'avvocato Javier Tebas Medrano. Stimato all'estero ma detestato in patria. Urbano Cairo lo avrebbe voluto a capo della Lega di A, e Andrea Agnelli continua a temerlo dalla sua posizione di capo dell'Eca. Intanto, Tebas ha preso di fatto la leadership dell'European Leagues. Eppure, per il presidente della LFP, gli ultimi mesi hanno fatto fatto registrare pesanti rovesci. Oltre alla (fin qui parziale) bocciatura sul calendario c'è stata la figuraccia intercontinentale sulla mancata disputa di una gara della Liga a Miami. Doveva essere Girona-Barcellona, lo scorso gennaio. Promessa non mantenuta perché il Barcellona decide di tirarsi indietro. E le promesse di grandi introiti rimangono argomento non sufficiente a vincere le resistenze, così come il paventare grave perdite economiche per la mancata disputa delle gare di lunedì non serve a convincere le istanze giudicanti. Ma evidentemente l'avvocato Tebas non riesce a apprendere nulla dalle lezioni che gli vengono impartite.