23
Penultima puntata dell’analisi dedicata all’impatto del calciomercato estivo sul rendimento delle squadre di serie A. Oggi vengono passate al setaccio Empoli, Fiorentina e Lazio.

Empoli – Dopo qualche timidezza iniziale, che nella gara della quarta giornata a Udine lo ha portato a schierare un solo nuovo acquisto nella formazione di partenza (Skorupski), Marco Giampaolo ha preso a utilizzare in modo anche massiccio i nuovi arrivati. La svolta si è registrata alla settima giornata, nella gara vinta in casa contro il Sassuolo alla vigilia della sosta ottobrina per le gare delle nazionali. In quell’occasione il tecnico dell’Empoli, in un colpo, ha lanciato in squadra tre giocatori fin lì rimasti ai margini fin dall’arrivo in estate: Maiello, Buchel e Krunic. Un segno di cambiamento. In generale, l’uso dei nuovi acquisti è stato abbastanza sostenuto, sia pur con qualche eccezione. Per esempio, nella gara vinta a Palermo all’undicesima giornata ne sono stati impiegati 8 su 14, di cui 6 dall’inizio. In cima alla lista si piazza Skorupski, portiere giunto dalla Roma, uno dei totalisti del campionato: 17 partite e 1530 minuti giocati. Alle sue spalle un altro romanista, l’argentino Paredes, con 14 gare e 868 minuti. Quindi a quota 13 troviamo Costa, che nel corso delle settimane è diventato per Giampaolo una certezza, come testimonia il numero di minuti giocati che fra i nuovi arrivati rappresenta il secondo valore: 1090. Con 11 partite troviamo Buchel (690 minuti) e Livaja (418). Zambelli ha sommato 9 partite e 578 minuti, 8 partite a testa per Maiello e Krunic che hanno pure un numero di minuti giocati quasi uguale: 353 e 324. Da qui in poi si inaugura quello che potremmo definire “il girone degli scartati”. Lo apre il brasiliano Ronaldo, tornato in Toscana dopo una stagione alla Pro Vercelli: per lui soltanto 3 partite, concentrate nelle prime cinque giornate di campionato, e 104 minuti. A quota 2 presenze troviamo Bittante, per trattare il quale bisogna tirare in ballo anche un altro innesto estivo, Camporese. I due sono arrivati dalla Fiorentina, e il doppio trasferimento era stato percepito come l’avvio di una collaborazione fra i club toscani. A giudicare dai dati, la partnership è quantomeno da rivedere: soltanto 20 minuti in 2 gare per Bittante, panchina fissa e 0 minuti per Camporese. Nella lista c’è anche Martinelli, con 1 partita e 90 minuti: arrivato in estate, ha giocato la disastrosa gara d’esordio in campionato (1-3 in casa contro il Chievo) e poi è stato ceduto in Lega Pro al Messina. Chiudono con 0 presenze il portiere di riserva Pelagotti (rientrato dal prestito al Pisa) e l’albanese Dermaku. Un X File, quest’ultimo, giunto in estate dal Melfi, Lega Pro. In 17 giornate ha visto soltanto una volta la panchina. Lo storico evento è avvenuto alla quindicesima giornata, al Bentegodi contro il Verona. Per il resto, soltanto tribuna. Why, mister Corsi? Le cifre totali parlano 97 impieghi dei nuovi su 238, il 40,7%. I loro minuti giocati sono 6065 su 16830, il 36% esatto.
Fiorentina – Paulo Sousa e i suoi stanno conducendo una stagione indimenticabile, che continuando di questo passo rimarrà nella storia. Ma in questa cavalcata quanto ha inciso il mercato estivo? L’analisi dei dati fornisce una sorpresa: meno di quanto s’immagini. Il saldo dice che dei nuovi arrivi sono stati in tre a dare un apporto d’alto livello, e che uno fra questi è un ritorno da prestito che fino alla conclusione del mercato estivo non era nemmeno sicuro di rimanere a Firenze. Per il resto, il mercato condotto dalla dirigenza viola non ha quasi lasciato il segno. Paulo Sousa va avanti utilizzando prevalentemente gli uomini lasciati in eredità da Vincenzo Montella. Le cifre parlano chiaro. In testa alle classifiche d’utilizzo dei nuovi si piazza Kalinic, la più gradita sorpresa del mercato estivo: 16 presenze e 1163 minuti. Dietro di lui c’è Astori, che pur avendo giocato due partite in meno del centravanti croato quasi lo eguaglia per minuti giocati: 1091. Dietro di loro, con 13 presenze, l’altra sorpresa: l’uruguayano Vecino, tornato dal prestito all’Empoli e inizialmente trattato come un giocatore che al massimo potesse servire per scambi di mercato. Una volta mandato in campo, alla terza giornata contro il Genoa, ha fatto capire come mai Maurizio Sarri insistesse (e insista tuttora) per portarlo con sé a Napoli. Con questi tre si può tirare una riga sull’inserimento dei nuovi. Perché sarà anche vero che dietro di loro si piazza Roncaglia con 12 partite e 947 minuti, ma il dato relativo all’italo-argentino (un altro ritorno da prestito, al Genoa) è ingigantito dal turnover usato da Paulo Sousa e dalla penuria di difensori centrali nella rosa della Fiorentina. Inoltre, l’argentino è stato protagonista di grave leggerezza durante la partita di Europa League a Basilea, con un’espulsione dopo soli 26 minuti che ha compromesso alla squadra la possibilità di qualificarsi come prima del girone. Dopo di loro si piazzano giocatori fin qui poco utilizzati. A quota 8 presenze troviamo la più grande delusione del mercato estivo: Mario Suarez, ex Atletico Madrid. Per lui soltanto 387 minuti e le valigie pronte in vista della sessione invernale del calciomercato. E a quel punto bisognerò fare un discorsetto sul quanto siano costati alla Fiorentina questi sei mesi dello spagnolo, dato che Suarez è arrivato a parziale contropartita della cessione di Savic ai Colchoneros. A quota 7 partite giocate troviamo Blaszczykowki. A proposito del quale si può ripetere quanto detto per Giaccherini del Bologna e Khedira della Juventus: quando è in campo dà un apporto di qualità nettamente superiore, ma purtroppo in campo c’è quasi mai. Giunto a Firenze reduce da infortuni, ha giocato 7 partite fra la terza e la decima, quasi tutte di alto livello. Poi però stop, altri problemi fisici. I suoi minuti giocati sono 466. Dietro di lui, con 5 presenze e 266 minuti, c’è Gilberto. Che è arrivata a Firenze dalla serie B brasiliana, e ce ne siamo accorti. Seguono Rebic, anche lui rientrato dal prestito dopo una stagione nella serie B tedesca, con 4 partite e 228 minuti, e l’incomprensibile Verdù, 32 anni a maggio, proveniente dal campionato degli Emirati Arabi Uniti (3 partite e 50 minuti). Poi ci sono due nuovi arrivi con 0 presenze: il portiere di riserva Sepe e l’attaccante uruguayano Baez. Che è l’ennesimo X File del calciomercato estivo: un ventenne preso per essere mandato a giocare con la Primavera (dove fra l’altro ha disputato soltanto 4 partite). Un po’ troppo grandicello, non vi pare? I numeri totali dicono che in termini di impieghi i nuovi acquisti ne hanno occupati 70 su 236 (Paulo Sousa ha rinunciato alla terza sostituzione sia contro la Sampdoria che contro il Chievo), cioè il 29,6%. I loro minuti giocati sono stati 5963 su 16830, il 33,8%. Ci sono poi i dati relativi all’Europa League, competizione in cui Paulo Sousa ha dato relativo spazio ai giocatori meno utilizzati. In porta Sepe ha fatto 6 su 6 giocando tutti i 540 minuti, e appaiato a lui in termini di presenze c’è Astori, che ha accumulato 516 minuti e diventa così il più utilizzato fra i nuovi, in questo scorcio di stagione viola. Seguono con 4 presenze Vecino (298 minuti) e Suarez (253). Quattro giocatori hanno totalizzato 3 presenze: Kalinic e Roncaglia hanno quasi lo stesso numero di minuti (207 e 206), Blaszczykowski ne accumula 172 e Verdù quasi lo eguaglia con 168. Chiudono con 2 presenze a testa Rebic (169 minuti) e Gilberto (62 minuti). Le cifre totali dicono di 33 impieghi su 84, il 39,2%. Per quanto riguarda i minuti giocati, i nuovi ne hanno coperti 2591 su 5940, il 43,6%.

Lazio – C’è chi predica i consumi a chilometri zero, e chi fa un mercato estivo da zero tagliato, praticamente irrilevante per le sorti della squadra. È il caso della Lazio, che pure aveva l’occasione di accedere alla fase a gironi di Champions attraverso i playoff. Una chance gettata al vento. Quale sia la valutazione data da Stefano Pioli al mercato condotto da Lotito e Tare lo dicono i numeri: la Lazio sta andando avanti quasi esclusivamente con giocatori che c’erano già nella scorsa stagione. Il più impiegati fra i nuovi è Milinkovic-Savic, che ha totalizzato 13 presenze e 932 minuti. Dietro di lui si piazza Matri, giunto quasi a conclusione di mercato estivo (a proposito di programmazione), e fin qui capace di totalizzare 380 minuti. E da lì si comincia a viaggiare verso cifre sempre meno significative. Con 9 presenze si piazzano Hoedt (728 minuti) e Kishna, il pupillo di Mino Raiola (485 minuti). Segue lo sconcertante Morrison, un Cassano d’importazione (nel senso delle cassanate, non del talento) che in 3 partite ha raggranellato la miseria di 53 minuti. Chiude Patric, 2 presenze e 47 minuti. Tutto qui. E le cifre totali certificano questa situazione da Mercato Zero: gli impieghi dei nuovi sono stati 47 su 237 (Pioli non ha utilizzato tutti e tre i cambi nella gara contro l’Atalanta), il 19,8%. Ancora più bassa la percentuale dei minuti giocati dai nuovi: 2625 su 16830, il 15,5%. Della squadra biancoceleste vanno citati i numeri di coppa, che in questo caso riguardano 8 gare: due del playoff di Champions League e sei del girone di Europa League. I dati sono più o meno confermati, sia pure leggermente al rialzo. I più presenti, con 6 gare a testa, sono Matri (355 minuti) e Milinkovic-Savic (350 minuti). Alle loro spalle si piazza Hoedt, che ha giocato per intero (450 minuti) le 5 partite in cui è stato schierato. Chiudono la lista Kishna (4 partite e 280 minuti) e Morrison (3 partite e 100 minuti). Le cifre complessive parlano di 24 impieghi dei nuovi su 112, il 21,4%. I minuti giocati sono 1535 su 7920, il 19,3%.