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Due ore di partita e i calci di rigore. Tutto questo è servito il Milan per piegare il Torino. Primo tempo moscio ed equilibrato, poi per 75' ha giocato solo la squadra di Pioli, colpito due pali e sbagliato una notevole serie di occasioni. Vanja Milinkovic-Savic, sostituto di Sirigu, è stato decisivo durante la gara, non durante i rigori. Dal dischetto lo è stato Ciprian Tatarusan, portiere rumeno, riserva di Donnarumma. Ha parato il rigore di Rincon e il Milan è sbarcato, con merito, ai quarti di finale dove incontrerà l’Inter o la Fiorentina.

IBRA TITOLARE - Se Ibrahimovic sta bene, gioca. Senza discussioni. Decide lui e contro il Torino, in Coppa Italia, ha deciso che era di nuovo il momento di giocare dall’inizio. Si era fermato 51 giorni fa per un problema muscolare, è tornato per 5' sabato scorso sempre contro il Toro in campionato e stavolta è partito titolare in un Milan che ha cambiato 5 giocatori rispetto alla precedente sfida con i granata: Tatarusanu per Donnarumma, Kalulu (come terzino destro, il suo vero ruolo) per Kessie (con Calabria di nuovo a centrocampo), Musacchio (al debutto stagionale) per Kjaer, Dalot per Hernandez e Ibra per Hauge. Ancora più profonda la rivoluzione di Giampaolo, otto cambi con la rinuncia a Belotti (al suo posto Zaza). Ibrahimovic ha giocato pensando solo al modo migliore e più rapido per recuperare la condizione. Ha iniziato piano, crescendo di tono col passare dei minuti, però senza mai accelerare e, di conseguenza, senza entusiasmare. Dopo un tempo è rimasto negli spogliatoi.

PRIMO TEMPO VUOTO - Un po’ i cambi (erano tanti, troppi perché le squadre riuscissero a trovare subito una nuova intesa), un po’ la volontà di non sprecare tante energie e soprattutto il pensiero rivolto al campionato, tutto questo ha tolto gioco ed emozioni dal primo tempo di San Siro. Milan e Torino sono state in campo senza ritmo, senza velocità, senza intensità, creando ben poco. In  45' si sono viste una bella girata di Gojak con pronta respinta di Tatarusanu e un’occasione per Ibrahimovic dopo uno splendido lancio di Calabria. Nient’altro.

TONALI ALLA GUIDA - Tuttavia quel pezzo di partita è servito a Tonali per fare un passo avanti verso la conquista di una nuova dimensione in rossonero. In una mediana insieme a Calabria l’ex bresciano è stato molto più al centro della manovra rispetto al solito. Il Torino non è stato rinunciatario come sabato scorso, pur giocando a basso ritmo, ha difeso senza affanni per tutto il primo tempo e ha creato qualcosina con Zaza e Gojak che giocava alle sue spalle.

FUORI IBRA E CASTILLEJO - Dopo 45' a ritmo lento, utili per sveltire le gambe in vista di Cagliari, Ibrahimovic ha lasciato il posto ad Hauge (che sarà titolare in Sardegna per la squalifica di Leao e l’assenza certa di Rebic), mentre Castillejo ha fatto spazio a Calhanoglu. Con questi cambi, Pioli ha ridisegnato l’attacco: Leao centravanti, con Brahim Diaz a destra, Calhanoglu al centro e Hauge a sinistra. Il Milan si è ritrovato in un attimo, Leao centravanti era un altro giocatore rispetto a un anonimo primo tempo da esterno sinistro. Nella nuova posizione ha avuto subito una grande occasione dopo un assist perfetto di Brahim Diaz: Milinkovic ha respinto di petto.

IL VERO MILAN - Aggressivo, arrembante, veloce, il Milan è tornato se stesso a inizio ripresa. Kalulu, che già nel primo tempo era stato uno dei più produttivi, è partito a mille e con un suo assist (cross corto da destra) Calabria ha avuto l’occasione migliore, Milinkovic ha respinto e sul tap-in Dalot ha colpito il primo palo. Due minuti dopo, altro palo con un’azione identica, solo che si è sviluppata sulla fascia sinistra. Prima Brahim Diaz-Kalulu e cross, ora Hauge-Dalot e cross su cui Calabria, terzino/mediano/attaccante, ha messo di nuovo la palla sul palo (esterno, stavolta). Dopo poco più di un’ora Pioli ha tolto lo scatenato Calabria (è in una condizione straripante che il tecnico vuole gestire bene) e Musacchio (incoraggiante il suo rientro dopo un’assenza di 325 giorni) per mettere Hernandez e Kessie, così Dalot si è spostato sulla fascia destra e Kalulu al centro. Giampaolo è corso ai ripari rafforzando il centrocampo con Singo e Murru per Linetty e Ansaldi.

L’ESPULSIONE DI DONNARUMMA - Dopo un contatto fra Milinkovic (che aveva rischiato di perdere la palla) e Leao, dalla panchina del Milan sono partite le proteste, Valeri ha mostrato prima il cartellino giallo a Gigio Donnarumma che ha insistito e preso il rosso. Salterà i quarti di finale anche come riserva. L’attacco del Milan si è fatto sempre più insistente e Milinkovic ha fatto un’altra parata decisiva su Calhanoglu. Si è infortunato Vojvoda (è caduto male sulla spalla sinistra) ed è entrato Lukic, mentre Lyanco ha preso il posto di Bremer. Un break di Romagnoli ha creato un’altra fantastica occasione per il Milan, ma il sinistro di Brahim Diaz, in piena area di rigore, si è alzato oltre la traversa. Erano troppe le occasioni sciupate dal Milan. In pieno recupero è entrato Belotti al posto di Zaza, uscito per un lieve problema muscolare.

SUPPLEMENTARI E RIGORI - Col Cagliari e lo Spezia che li stanno aspettando, Pioli e Giampaolo avrebbero fatto a meno volentieri dei supplementari nel gelo di San Siro. Il Milan ha spinto sempre più indietro il Toro che lasciava solo Gojak e Belotti in attacco, però staccati dal resto della squadra. Tonali continuava a gestire la manovra, Brahim Diaz e Calhanoglu la rifinivano, ma ai rossoneri mancava sempre la stoccata decisiva e mancava anche l’apporto di Hauge, troppo tenero a sinistra. All’inizio del secondo tempo supplementare Pioli ha fatto debuttare in prima squadra il ventenne Giacomo Olzer al posto di Brahim Diaz. Il passo del Milan si è fatto più pesante e così siamo arrivati ai calci di rigore. Non possiamo sapere se, senza il rosso in panchina, Pioli (rinunciando all’esordio di Olzer) avrebbe giocato la carta Donnarumma, lo specialista dal dischetto, ma al tecnico rossonero è andata bene anche così vista la prodezza di Tatarusanu sul rigore di Rincon. Uno lo ha calciato (benissimo) anche Vanja Milinkovic, ma fra i pali ne ha presi cinque su cinque.

IL TABELLINO:

Milan-Torino 5-4 dcr (0-0)

Marcatori: 

Sequenza rigori: Belotti gol, Kessie gol, Lukic gol, Hernandez gol, Lyanco gol, Tonali gol, Rincon parato, Romagnoli gol, Milinkovic Savic gol, Calhanoglu gol

MILAN (4-2-3-1): Tatarusanu; Kalulu, Musacchio (dal 17' st Hernandez), Romagnoli, Dalot; Calabria (dal 17' st Kessie), Tonali; Castillejo (dal 1' Hauge), Brahim Diaz (1' pts Olzer), Leao; Ibrahimovic (dal 1' st Calhanoglu). A disp.: G. Donnarumma, A. Donnarumma, Calhanoglu, Conti, Hauge, Theo Hernandez, Colombo, Kessie, Michelis, Di Gesù, Mionic, Olzer. All.: Pioli.

TORINO (3-5-2): Milinkovic-Savic; Bremer (dal 38' Lyanco), Nkoulou, Buongiorno; Vojvoda (dal 38' st Lukic), Segre (dal , Rincon, Linetty (dal 17' st Singo), Ansaldi (Dal 17' Murru) Gojak, Zaza (Dal 45' st Belotti). A disp.: Ujkani, Rosati, Evangelista, Izzo, Lukic, Baselli, Belotti, Ricardo Rodriguez, Singo, Verdi, Murru. All.: Giampaolo.

Ammoniti: 27' pt Rincon (Tor), 29' Linetty (Tor), 1' st Zaza (Tor), 39' st Tonali (Mil), 11' pts Lukic (Tor), 7' sts Kessie (Mil), 9' sts Lyanco (Tor), 12' sts Gojak (Tor)

Espulso: G. Donnarumma dalla panchina