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Avendo visto la Juventus vincere martedì a Malmoe e il Milan perdere il giorno dopo a Liverpool, sono convinto che saranno i rossoneri a conquistare la sfida di campionato di questa sera allo Stadium. Sul piano del gioco e, soprattutto, del valore dell’avversario non c’è confronto. Il Milan è una squadra con articolazioni di gioco precise e collaudate che ha affrontato una delle formazioni più preparate d’Europa. La Juve è ancora un gruppo di giocatori che cerca di sfondare l’antagonista con lanci lunghi dietro la linea di difesa. Il Malmoe, poi, è stato un rivale morbido e remissivo.

E’ vero che il Milan, tra la vigilia della partenza per l’Inghilterra e ieri, ha perso Calabria, Giroud e Ibrahimovic, ma chi li sostituisce - mi riferisco a Florenzi e Rebic, quest’ultimo in gol anche a Liverpool - ha forma e motivazione. Inoltre il Milan è spinto dal vento dell’entusiasmo per le tre vittorie consecutive in campionato, mentre la Juve ha sempre perso, a parte il pareggio di Udine. Ora bisogna ammettere che c’è una grande differenza tra la Juventus di Malmoe e di questa sera, rispetto a quella che ha giocato a Napoli e non poteva che perdere. Tuttavia, il problema riscontrato nella gestione dell’Allegri bis è che la squadra ha perso certezze antiche (che vanno dalla difesa alla risolutività dell’attacco) e presenta un centrocampo lento, prevedibile e mediocre.
Questa sera Allegri giocherà con il doppio centrale (Locatelli e Bentancur), mentre sugli esterni agiranno Cuadrado a destra e Rabiot a sinistra. Allarmante, almeno per me, che Allegri usi le stesse parole di Pirlo (“Rabiot non sa nemmeno quanto è forte”) per indicare le potenzialità del francese. Sintomatico che da mezz’ala qual è e resta, lo si dirotti sull’esterno per cercare di trovargli un po’ di spazio e avere un’adeguata copertura. Il problema è che Rabiot è lento e macchinoso, perde troppi palloni e i pochi che conquista li banalizza con passaggi laterali. Forse la Juve potrà trarre vantaggio dalla trasformazione del 4-4-2 in un 4-3-3 con Cuadrado esterno di destra dell’attacco e Rabiot restituito al ruolo di interno. Resta il fatto, però, che a parità di reparto (il centrocampo, appunto) quello del Milan è migliore perché può contare su Tonali e Kessie (coppia davanti alla difesa) e sul movimento di Saelemakers, oltre che sull’abbassamento di Diaz. Da vedere come il Milan costruirà. Se dal basso, come ama fare. O se con le imbeccate di Maignan per Florenzi (prima le faceva per Calabria). Da questo punto di vista Juventus e Milan impostano allo stesso modo. L’una alzando l’esterno basso di sinistra (Alex Sandro), l’altro dando la stessa facoltà all’esteno basso di destra (Calabria/Florenzi).

Resta un po’ di inceretezza nei centrali di difesa. La Juve dovrebbe schierare Chiellini e Bonucci (ma alcune indicazioni parlano di De Ligt-Chiellini), mentre il Milan è sicuro della coppia Kjaer-Tomori, a meno che il danese non presenti qualche problema occultato fino a questo momento (in tal caso rientrerebbe Romagnoli). Chi ha più peso in attacco? La Juventus schiererà due punte (Morata e Dybala) praticamente sulla stessa linea. Il Milan farà altrettanto con Rebic e Leao, anche se su linee sfalsate. A partita in corso, praticamente certo l’impiego di Chiesa che può fare l’esterno e l’attaccante. Chiesa parte dalla panchina perché ha saltato due gare per un mezzo infortunio, altrimenti deve essere un titolare inamovibile. Sarà curioso vedere chi fa la partita. Dovrebbe essere la Juve, ma io non ci credo. Allegri cercherà la ripartenza e non mi sorprenderebbe se, alla fine, il maggior possesso della palla fosse del Milan. Per me favorito e vincente.