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Rafael Leao si ritrova di fronte a un bivio: o cambia passo in questo finale di stagione o verrà messo sul mercato. L'atteggiamento 'ammirato' contro la Juventus non è piaciuto a nessuno, da Pioli alla società. All'attaccante portoghese manca quella voglia di stupire, di far valere tutto il suo innegabile talento. Certo, dimostrare di poter stare nel Milan, e sopportare le pressioni dell'ambiente, non è una missione  facile per un giovanissimo ma l'ex Lille ci sta mettendo molto del suo.

TROPPE PANCHINE - L'avvio di stagione di Rafael era stato anche promettente: l'ottima prestazione contro il Torino, la gemma (seppur inutile) contro la Fiorentina e le giocate che hanno steso il Genoa a domicilio. Sprazzi che non hanno avuto il seguito che tutti, Boban in primis, si aspettavano. Tante panchine, molti subentri (12, record della squadra) e solo un altro gol a Cagliari. Adesso Leao ha dodici partite per provare a convincere un Milan sempre più perplesso sul suo futuro.  Un riscatto necessario per lui e per la stessa squadra che non può contare su un reparto offensivo così vasto e ben assortito.
NESSUN MINUSVALENZA - Zvonimir Boban era convinto di aver portato al Milan un giovane talento con le stimmate del campione. E anche a un prezzo tutto sommato invitante: 24 milioni di euro più il cartellino di Djalo (con annessa plusvalenza). Il Diavolo aveva superato anche la concorrenza di Napoli, Roma e alcuni club inglesi. Adesso tutto, o quasi, è cambiato: se dovesse arrivare una buona offerta verrebbe sicuramente presa in considerazione. Con l'imperativo ben preciso di non registrare alcuna minusvalenza. Leao è avvisato, ora tocca a lui...