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Da oggetto misterioso a pedina fondamentale nello scacchiere di Gattuso. Sta cambiando rapidamente la storia di Timouè Bakayoko al Milan. Il centrocampista franco-ivoriano ha inanellato una serie di prestazioni convincenti proprio nel momento di massima emergenza e difficoltà della squadra. Contro la Lazio ha svolto un lavoro prezioso nelle due fasi, ricevendo i complimenti di Gattuso a fine gara.

IL LAVORO DI GATTUSO - Non poteva essere il giocatore timido e spaesato visto nella sciagurata sconfitta del Milan a San Siro contro il Betis. Troppo brutta la sua prestazione per essere vera: palloni persi banalmente, mai un contrasto vinto e la sensazione di impotenza a dispetto della sua grande fisicità. Gattuso lo aveva difeso a spada tratta, vedeva in allenamento che il materiale sul quale lavorare c'era eccome. Con umiltà, Bakayoko si è messo a disposizione della squadra e del suo allenatore che lo esortava ad avere una postura diversa nel momento di ricezione della palla. Adesso l'ex Chelsea sta iniziando a raccogliere i primi frutti di questo lavoro, la strada è ancora lunga ma sembra essere, finalmente, quella giusta.
IL PIANO DI LEONARDO - Quando è arrivata la telefonata dell'intermediario Federico Pastorello, Leonardo non ci ha pensato molto e si è fiondato su questa possibilità. Perché poter prendere dal Chelsea Bakayoko in prestito poteva rivelarsi un buon affare, considerando il poco tempo a disposizione per completare la rosa e le qualità che il classe 1994 aveva messo in mostra con il Monaco di Jardim. Le difficoltà di adattamento alla nuova realtà e a un calcio con ritmi diametralmente diversi rispetto alla Premier League erano stati messi in preventivo, ecco perché il Milan ha ribadito ai collaboratori di Abramovich la volontà di tenere il giocatore almeno fino al termine della stagione. Fulham e Roma avevano effettuato dei sondaggi esplorativi, ma le loro velleità sono state spente sul nascere. E adesso il futuro può cambiare: l'idea del Milan sarebbe quella di chiedere uno sconto al Chelsea rispetto ai 35 milioni pattuiti la scorsa estate per riservarsi il diritto di riscatto, facendo leva sulla volontà del giocatore di rimanere in un club che gli possa garantire più spazio.