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Il più forte di tutti. In un anno e mezzo di Milan Theo Hernandez si è trasformato, è passato da essere un brutto anatroccolo a un cigno, da un giocatore di grande potenzialità ma discontinuo al migliore terzino del mondo. Nessuno club, al momento, ha un giocatore così devastante lunga corsia di sinistra, un profilo così determinante, in grado di garantire chiusure, spinta, assist e gol. Nemmeno il Liverpool con Robertson o il Bayern Monaco con Davies, che con Theo, probabilmente, dividono il podio. Il francese, che deve aver fatto uno torto a Deschamps altrimenti non si spiega la sua prolungata assenza dai convocati della Francia, anche ieri è stata l'arma in più di un Milan che non smette di sognare.

QUASI PERFETTO - Nei 90' minuti con la Lazio c'è stato un po' tutto: la fase difensiva per limitare un peperino come Lazzari, uno dei migliori esterni del campionato, quella offensiva, nel finale, quando tutti boccheggiavano, con tanto di assist non sfruttato da Rebic e gol nel recupero, quello da tre punti, il quarto stagionale, l'undicesimo (in 56 partite) da quando veste la maglia rossonera. La crescita di Theo è impressionante: con Pioli al timone ha imparato a difendere e a gestire le forze, ad accelerare quando gli altri vanno in sofferenza, per avvicinarsi alla perfezione deve migliore il rapporto con i cartellini. Ne prende troppi, 17 in 56 partite, l'ultimo ieri sera per un fallo su Andrea Pereira, che lo costringerà a saltare la prima del 2021 in casa del Benevento (era diffidato, sarà squalificato).
PREZZO IMPENNATO - In molti hanno messo gli occhi su di lui, ma il suo futuro sarà ancora in rossonero. Theo è molto legato al Milan e non perde occasione di ricordarlo sui social, Massara e Maldini stanno lavorando con il suo agente per ritoccargli l'ingaggio, attualmente di 1,5 milioni di euro netti, e magari per prolungargli il contratto, in scadenza nel 2024. Avanti insieme, per riportare il Milan in alto, indipendentemente dalle offerte che arriveranno. Pagato 20 milioni, ora Theo vale almeno quattro volte tanto. Ottanta milioni, come il prezzo pagato dal Bayern per il fratello Lucas, più dei 65 che il Manchester City ha speso per Cancelo. Due che ora, al massimo, gli leggono la targa.