Dedicato a chi pensa che lo sport con la politica non abbia nulla a che fare. In particolare, il calcio che gioca oggi, fuori dal campo, un’ altra sua importantissima partita internazionale, forse epocale. Risulta, infatti, essere un rilevante fattore di occidentalizzazione o più precisamente di modernizzazione in molti Paesi del mondo.
 
L’esempio più lampante è avvenuto proprio in Russia. Allo stadio Luzhiniki, lo riporta La Repubblica, stavano seduti l’uno accanto all’ altro, scambiandosi sorrisi e parlando spesso ( con l’aiuto d’un interprete) Putin e Moahmmad bin Salman (MbS), principe ereditario e uomo forte dell’ Arabia Saudita. Mbs, 32 anni, che si presenta come fiero avversario dell’ estremismo wahhabita, è il modernizzatore del suo Paese: in poco tempo ha aperto gli stadi alle donne, ha concesso loro il permesso di guidare le auto, ha riaperto i cinema, chiusi da oltre 30 anni. Fra le altre riforme di apertura e liberalizzazione, non solo economica, il principe punta al calcio.

Il progetto si chiama Vision 2030 e punta a riacciuffare il Qatar, anzi a superarlo in poco tempo. Il Ministro dello Sport saudita Turki al Asheikh, poeta e musicista,  ha di recente dichiarato: “Abbiamo dormito a lungo, ma ci siamo svegliati. Vi stupiremo”. Il progetto Vision 2030 è dotato di 100 miliardi di dollari, si sviluppa con la banca giapponese Softbank e ha già ottenuto di organizzare a Riad la Supercoppa Juventus-Milan (oltre 3 milioni di € per ciascun club), ma nutre progetti ben più ambiziosi.

Il primo riguarda una nuova competizione internazionale: un mondiale per club, con l’offerta a Gianni Infantino, Presidente della FIFA( alla fine del ’17 fu ricevuto a Riad da MbS nel palazzo Al Yamamah) di un budget di 25 miliardi di dollari. Il secondo, di più difficile realizzazione, l’anticipo dell’allargamento (già previsto per 2026) nel  Mondiale di calcio 2022 da 32 a 48 squadre. In questo caso, sarebbe probabile che l’Arabia Saudita condividesse l’organizzazione della competizione col Qatar, rubando in qualche modo, la scena a quest’ultimo.

Una mossa di grande impatto politico, dato che il Qatar è considerato un acerrimo nemico dai Sauditi per le sue relazioni con il regime sciita dell’Iran.

Non solo sul piano planetario, ma anche su quello nazionale: l’interesse dei Sauditi sembra anche concentrarsi sui club. Dopo Qatar (Paris Saint Germain) e Emirati Arabi (Manchester City) il principe ereditario pare interessato ad entrare nei campionati europei. Vista la chiusura della Spagna, sembra che abbia manifestato un interesse per l’Italia.

Lo ha confermato il suo ministro per lo sport alla Gazzetta dello Sport, qualche giorno fa. In precedenza si era pensato al Milan, poi, considerato “svalutato” dopo l’esperienza cinese. Ora, la squadra individuata sarebbe la Roma e prima che scoppiasse lo scandalo sul nuovo stadio capitolino, che però pare un fattore decisivo perché sembra aver esaurito la pazienza di Pallotta.

Si è sempre saputo che il presidente italoamericano amasse più il contenitore del contenuto ovvero più lo stadio della squadra. Ora, di fronte alle nuove difficoltà, avrebbe un’occasione per vendere.