A  Gattuso non piace parlare di sfortuna perché fornirebbe, a suo modo di vedere, un alibi alla sua squadra. Ma quando nel giro di poche settimane perdi prima Caldara, poi Biglia, Bonaventura, Musacchio e devi fare i conti con i problemi di Kessie e Calhanoglu di certo non la puoi chiamare fortuna sfacciata. Rino ha dovuto trovare soluzioni alternative seguendo quelle che sono le caratteristiche di Bakayoko, più a suo agio in una linea a 4, o di Laxalt che si esprime meglio quando ha le spalle 'coperte'.

EQUIVOCI TATTICI - Se contro l'Udinese il Milan aveva avuto buone risposte, contro la Juve si è vista una squadra che, al netto della diversa qualità, ha fatto molta fatica a produrre gioco sui binari laterali. Lo stesso Gattuso ha ammonito a fine gara: “Non abbiamo giocatori di fascia che sanno saltare l’uomo, da linee da 4. Castillejo è più da 4-3-3, Calhanoglu oggi non riusciva a fare i cambi di gioco per il dolore al piede...”. Il cambio modulo, con il passaggio alle due punte più Suso si basa su due capisaldi: la valorizzazione del sempre velenoso Cutrone e la ricerca di un'alternativa credibile per non avere un solo spartito tattico  di facile lettura per gli avversari. La soluzione a questi equivoci tattici può arrivare solo dal mercato di gennaio, ma non sarà facile andare ad operare così tanto in profondità per Leonardo e Maldini.
LE PRIORITA' - Dalle parti di Via Aldo Rossi si lavora alacremente per studiare una strategia più ragionata rispetto alla scorsa estate quando la nuova società ha avuto pochissimo tempo per completare la rosa. Le priorità sono un difensore centrale e un mediano alla Biglia, per intenderci. Subito dietro viene l'acquisizione di una terza punta con Ibrahimovic in vantaggio su Pato, due graditi cavalli di ritorno. Dulcis in fundo, servirebbe anche un esterno offensivo in grado di saltare l'uomo e attaccare gli spazi. Probabilmente troppe esigenze per una sessione, quella invernale, molto difficile e particolare visti il breve lasso di tempo utile per operare e il fiato sul collo della Uefa. Ma Leonardo sa che gennaio sarà un banco di prova da non fallire, se si vuole tentare l'assalto al quarto posto.