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L’Inter è nettamente più forte del Napoli e avrebbe vinto anche senza lo scivolone di Di Lorenzo, la papera di Meret e il maldestro anticipo di Manolas che hanno determinato i tre gol. Se, però, alla superiorità di una squadra aggiungiamo anche gli errori individuali dell’altra si determina una differenza che non solo è incolmabile, ma è anche mortificante. Purtroppo per Gattuso e per il Napoli non si colgono miglioramenti di nessun genere nel passaggio da Ancelotti a lui. Anzi, risultati alla mano, ci sarebbe da essere più preoccupati di prima. Su tre gare, infatti, Gattuso ne ha perse ben due in casa (Parma e Inter), vincendo a Reggio Emilia, con il Sassuolo, allo scadere del recupero. La prossima è sabato, con la Lazio all’Olimpico e non promette niente di meglio.

L’Inter invece vola trascinata da Lukaku (doppietta) e Lautaro, totale trenta gol in due tra serie A e Champions League. Non era una partita facile per i nerazzurri. Primo, perché giocare al San Paolo, ancorché semideserto e contro una squadra bisognosa di riscatto, è un impegno gravoso. Secondo, perché la vittoria del pomeriggio della Juve sul Cagliari aveva inevitabilmente messo un po’ di pressione sugli uomini di Conte. Che, infatti, non sono partiti bene e nei primi dieci minuti hanno concesso un paio di situazioni due contro due e tre contro tre che Insigne ha banalizzato, prima sbagliando il controllo e poi tirando da fuori anziché cercare il compagno meglio piazzato. Pur essendo convinto che, alla lunga, non sarebbe cambiato nulla, devo registrare che il Napoli non ha saputo cogliere anche la fuggevole occasione per tentare di sovvertire un esito che a me è sempre parso scontato.

Certo, nessuno avrebbe potuto prevedere che Di Lorenzo, schierato da Gattuso nel ruolo di centrale di difesa, si accasciasse al suolo a metacampo (14’) su un pallone placidamente servitogli da Mario Rui per lasciar partire Lukaku come un fulmine. Nel due contro due che si è venuto a determinare, il belga ha aspettato che Lautaro Martinez gli portasse via un avversario per folgorare sia Hysaj che ha chiuso tardi sulla sua conclusione, sia Meret. Gattuso aveva confermato il 4-3-3 rivoluzionando, soprattutto per necessità, la difesa. Senza Koulibaly e Maksimovic, oltre agli esterni Malcuit e Ghoulam, l’ex allenatore del Milan si è inventato Di Lorenzo al posto di Luperto. Scelta infelice non solo per la macroscopica fotta sul primo gol, ma perché l’ex empolese, già fuori ruolo, ha sofferto Lukaku più di qualunque altro.

Tuttavia il secondo gol del centravanti interista (33’) è da imputare totalmente alla superficialità di Meret, un portiere che troppo in fretta è stato celebrato come un fenomeno, mentre è solo un ragazzo promettente. A Sky hanno detto che il sinistro di Lukaku viaggiava a 111 chilometri orari, però Meret, che era perfettamente in traiettoria, è stato incerto fino all’ultimo se respingerlo (la scelta migliore) o bloccarlo. Ne è venuto fuori un pasticcio: la palla gli è passata sotto le gambe ed è finita in rete.

Tutto è sembrato deciso con largo anticipo. Anche perché, prima dell’errore, Meret (26’) aveva salvato in volo su colpo di testa di Vecino da angolo. Come si dice in questi casi, troppa Inter per un piccolo Napoli. Invece, quasi per caso, gli azzurri hanno confezionato un’occasione con Insigne (38’, respinta con il pugno di Handanovic) e, subito dopo, trovato il gol con Milik. Sulla respinta dalla difesa, Zielinski ha aperto per Callejon che ha messo al centro dove il polacco ha colpito.

Illuso dalla possibilità che si aprisse un’altra partita, anche il pubblico ha preso a tifare in maniera sostenuta. Così il Napoli ci ha creduto fino a quando (56’) Conte ha sostituito Gagliardini, assai moscio, con Barella. L’intento era quello di ridare brio al centrocampo e di rialzare una linea difensiva che si era abbassata senza ragione. Sei minuti dopo (62’) l’Inter ha chiuso la partita: Vecino è scappato sulla destra mettendo in mezzo un cross sul quale Manolas era in vantaggio. Pessima, però, è stata l’idea di andare in scivolata con il piede opposto (doveva essere il sinistro) tanto che la palla è stata di fatto depositata sul piede di Lautaro che ha fatto tris.

Peccato per l’Inter che, proprio nel momento in cui è riapparso Sensi (73’) per Vecino, sia Barella che Skriniar siano stati ammoniti e salteranno la prossima sfida interna con l’Atalanta. Ma questa Inter non teme più nulla e nessuno. E’ andata oltre se stessa e non può più tornare indietro.





IL TABELLINO

Napoli-Inter 1-3 (primo tempo 1-2)

Marcatori: 14' pt, 33' pt Lukaku, 39' pt Milik, 17' st Martinez.

Assist: 33' pt Brozovic, 39' pt Callejon

Napoli (4-3-3): Meret; Hysaj (36' st Lozano), Di Lorenzo, Manolas, Mario Rui; Fabian (39' st Llorente), Allan, Zielinski; Callejon, Milik, Insigne. A disposizione: Ospina, Karnezis, Luperto, Tonelli, Elmas, Gaetano, Leandrinho, Younes. All. Gattuso.


Inter (3-5-2): Handanovic; Skriniar, de Vrij, Bastoni; Candreva (28' st Sensi), Vecino, Brozovic, Gagliardini (11' st Barella), Biraghi; Lautaro, Lukaku (43' st Borja Valero). A disposizione: Padelli, Berni, Godin, Sanchez, Ranocchia, Politano, Lazaro, Dimarco, Esposito. All. Conte.

Arbitro: Doveri di Roma

Ammoniti: 29' pt Candreva, 16' st Barella, 37' st Sensi, 38' st Skriniar.