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Largo ai giovani, sì, ma in che condizioni? In un momento storico in cui in tutta Italia e in Lombardia con ancor più severità lo stato ha posto un freno all'attività del calcio dilettantistico e dei giovani, il campionato Primavera sta vivendo un'inevitabile contraddizione di sensi. Sì perché il più importante torneo giovanile d'Italia è letteralmente falcidiato dai problemi legati al Covid e il suo essere per natura un campionato dilettantistico mette anche a rischio il proseguimento del campionato di Serie A che, spesso, si trova ad attingere per allenamenti e convocazioni.

6 GARE SALTATE - In questo turno di campionato, ad esempio, su otto gare programmate ben sei sono state rinviate a data da destinarsi perché in almeno uno dei 12 gruppi squadra impegnati sono stati registrati casi di positività che hanno costretto in quarantena e in isolamento il resto dei compagni e dello staff. In casi come quello della Juventus o della Roma ad essere stata bloccata è l'intera attività del settore giovanile o della primavera femminile. 
BOLLA IMPOSSIBILE - Il motivo? Per i ragazzi delle giovanili non è possibile organizzare una sorta di bolla come per i professionisti. molti di loro vanno a scuola, si allenano in posti e luoghi non attrezzati e organizzati al livello di quelli della prima squadra né per strutture né per trasporti e mobilità. Di fatto per loro organizzare e sostenere una "bolla" non è una pista praticabile e con l'andamento dei contagio sarà sempre più probabile lo stop e il rinvio di sempre più partite.

UN RISCHIO PER LA SERIE A E B - Sia chiaro, non vogliamo dire che il Campionato Primavera dovrebbe essere annullato, ma semplicemente che dovrebbe essere considerato per quello che è: uno dei più importanti tornei dilettantistici d'Italia e i quanto dilettantistico soggetto a limitazioni che per la Lombardia significa lo stop. Ciò che sfugge ai più, infatti, è che per far continuare senza intoppi Serie A, Serie B e Serie C, il Primavera organizzato così è soltanto un enorme rischio. Tantissimi sono i ragazzi che fanno la spola fra due mondi con regolamenti estremamente differenti. Basti pensare al caso Inter, la cui gara contro il Cagliari è stata rinviata perché alcuni dei ragazzi di Armando Madonna erano nel gruppo squadra di Conte al momento della positività di Hakimi. Una sospensione preventiva, una formula rivista e un'aggregazione più stabile al gruppo della prima squadra, almeno per ora, potrebbe essere la soluzione che metta tutto in sicurezza. Aspettando che l'epidemia rallenti, cali, si fermi e, speriamo, sparisca del tutto.