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Due mesi sono passati da quel 13 dicembre 2020, l'ultima partita da titolare per Ismael Bennacer nel centrocampo del Milan: un 2-2 sfortunato contro il Parma per i rossoneri, in quella che è forse stata la peggior serata di un anno d'oro, da marzo in poi. Pali, traverse, parate e infortuni: il volante algerino salutò quella sera la compagnia, a causa di un infortunio muscolare infido e recidivo, che ne ha minato la condizione per circa 60 giorni, complice anche un rientro un po' troppo affrettato e penalizzante, contro il Bologna.

L'INTERESSE DELLA PREMIER E LE ZERO SCONFITTE - Tutti utili e nessuno indispensabile, come ha dimostrato la squadra di Pioli, facendo a meno per lungo tempo di Zlatan Ibrahimovic, di Simon Kjaer e dello stesso Bennacer, punto fermo della mediana. Ma c'è qualcuno che è più utile di altri: l'ex Empoli, impressionante per maturazione e personalità dopo un ottima stagione disputata la scorsa annata, ha attirato su di sé le attenzioni di diversi club di Premier League, ma soprattutto è entrato in un livello di gioco superiore, che ha portato il Milan a non essere mai sconfitto durante questa stagione, quando era in campo l'algerino.
NUMERI DA RECORD, IN DOPPIA VERSIONE - Sabato sera al Picco contro lo Spezia, dopo due mesi, Bennacer con tutta probabilità si rivedrà in campo dal 1': ieri è tornato ad allenarsi in gruppo e ha pienamente recuperato dalla bronchite, che lo ha costretto a saltare l'ultimo match contro il Crotone. La peculiarità del centrocampista è quella di saper agire sia da regista che da interprete di rottura: in Serie A ha recuperato 65 palloni, una media di 6,5 a partita contro i 3,95 della media ruolo, mentre sono 425 i passaggi, con una media di 52,5 a gara, il doppio della media ruolo (25,54). Chiudono le verticalizzazioni: 154, media personale di 15,4 contro media ruolo di 8,83. Non indispensabile, ma fondamentale sì.

@AleDigio89