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La prima doverosa constatazione relativamente a Empoli-Torino è che non piove: dopo tanta acqua su tanta Italia e dunque su tanto campionato si registra un bel po' di controtendenza rispetto alla meteorologia triste e però ormai consueta. Adempiuto al dovere di comunicare una simile novità, cerchiamo di "comunicare" anche la partita, in cui l'Empoli ha stravinto e si è quasi salvato e il Torino ha straperso (la partita e ormai anche l'Europa) ed è stato senza discussioni umiliato, prendendo 4 gol come non mai prima in questo torneo, 4 contro i 13 presi in tutte le altre 17 partite del ritorno (con 3 gol subiti appena 3 volte, da Roma e Napoli e Bologna).

Subito una notazione dedicata ai cultori cattivoni della dietrologia, i quali magari andranno a scoprire che la vittoria dell'Empoli è una tegola sul Genoa che ha mandato in B i granata proprio dieci anni fa, e allora… E allora - e lo diciamo pensando del nostro calcio affaristico tutto il male possbile, ma non anche pensandolo in mano ad affaristi scemi; anzi -, e allora diciamo che, se proprio è giornata balorda e lo si capisce e lo si subisce, si perde per 1-2 e almeno si recrimina, non per 1-4 smarrendo, oltre all'Europa ancora agganciabile, anche la dignità, di fronte a 4.500 tifosi granata calati da Torino come per una crociata nel nome della superfede che si sa. Restiamo dunque col breriano "calcio mistero senza fine bello", spiega tutto anche se non dice niente, dice tutto anche se non spiega niente.

La cronaca narra per un bel po' di tempo di un non correre dei granata (in maglia bianca: perché?) che sul campo sembrano gentiluomini pro Brexit della City londinese, rilassati dal finalmente poter arrotolare l'ombrello e fare quattro tranquilli passi, altro che pensare all'Europa. Mentre gli azzurri toscani corrono e si buttano sui palloni, proprio come quelli che devono fare punti per evitare la B, toh. Insomma, c'è chi gioca con sussiego reale e chi gioco con foga realistica. Sirigu del Torino così è il portiere che deve intervenire, e ben tre volte,  ora da angelo volatore ora da geometra del piazzamento.

Il Torino voglioso d'Europa? Be', sin qui Belotti e qualche volenteroso che gli smista palloni comunque difficili e basta. Mentre fra quelli dell'Empoli è difficile scegliere chi comincia meglio, fra quelli del Torino la scelta sembra comandata: Belotti si capisce, ma Belotti solo lì davanti, Belotti cercato da palloni che sembrano calargli vicini il giusto per far fare bella figura ai difensori attenti. Con tutto ciò l'Empoli non segnerebbe se non ci pensasse il granata benefattore Aina, che al terzo tentativo di innescare un attacco empolese nella propria area riesce a far sì che Aquah, un ex del Torino, possa eseguire qualcosa di sbilenco, una magia di artista o un errore di apprendista non si capisce bene, comunque un tiro che non è un tiro: e infatti Sirigu non tenta di parare e il rasoterra finisce in rete. E' il 27', per il Torino Belotti esegue una mezza rovesciata bella ma debole, Belotti mette male di testa un pallone comunque difficile, Belotti di testa manda sul palo da dove la palla schizza sul ginocchio di Traorè... Belotti ha soltanto dieci gambe e dieci braccia, prende pure botte, non ce la fa da solo.

Il secondo tempo comincia con l'ingresso nel Torino di Falque per Aina, e Falque segna ergo pareggia all'11', tiro preciso e niente di più, e adesso il Torino deve solo insistere un pochino per svegliarsi e da sveglio sognare Europa, ma la partita è matta, persino più matta che strana, entra per Aquah Brighi, altro ex granata, e segna lui che nel Torino non segnava mai, e segna intanto che la difesa della sua ex squadra lo ammira, lo lascia fare, gli offre un tiro facile dopo rimpalli assurdi. E' il 21', due minuti dopo entra, enfin, Zaza per Meité e si aspetta il 2-2, ma la difesa granata si supera nel non migliorarsi e De Lorenzo caccia in rete di forza un pallone arrivatogli in offerta speciale dai rivali, 3-1 per l'Empoli che risparmia il poker al Torino (mai ci viene da scrivere Toro, è rispetto per il glorioso cornuto) sino che può, ma a 2' dalla fine Caputo non può esimersi dal quarto gol. E noi dallo scrivere, scusandoci col grande Borges, che ci sono sì dovunque i giardini dei destini incrociati, e che quello di Empoli però appare poco giardino e molto giungla.

La partita farà assai parlare, da subito di suo e alla luce di Fiorentina-Genoa e Inter-Empoli del prossimo turno, il Bar Sport è già pieno di sapienti e di furboni, anche perché il Var a Empoli non è stato mai chiamato e spesso non c'è niente di meno perentorio, nel calcio, di un risultato apparentemente pieno di perentorietà, anche su questo non ci piove.

IL TABELLINO

Empoli-Torino 4-1 (primo tempo 1-0)


Marcatori: 27’ p.t Acquah (E), 11’ s.t. Iago Falque (T), 20’ s.t. Brighi (E), 25’ s.t. Di Lorenzo (E), 43’ s.t. Caputo

Assist: 27’ p.t. Pajac (E), 25’ s.t. Pajac (E), 43’ s.t. Farias (E)

Empoli (3-5-2): Dragowski; Maietta (32’ s.t. Veseli), Silvestre, Dell’Orco; Di Lorenzo, Acquah (18’ s.t. Brighi), Bennacer, Traore (47’ s.t. Capezzi), Pajac; Farias, Caputo. All. Andreazzoli.

Torino (3-4-1-2): Sirigu; Izzo, Nkoulou, Moretti; De Silvestri, Meite (23’ s.t. Zaza), Rincon, Aina (8’ s.t. Iago Falque); Baselli (33’ s.t. Lukic), Berenguer; Belotti. All. Mazzarri. 

Arbitro: Mazzoleni di Bergamo

Ammoniti: 26’ s.t. Farias (E), 39’ s.t. Berenguer (T)​