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Torino-Bologna nel segno di Mihailovic, che a Torino lasciò comunque un traccia importante e spesso applaudita e che adesso lotta col suo male a Bologna, e anche nel segno di Verdi, l'acquisto granata più pesante (25 milioni, bruscolini per il calcio "altro", quello sceiccale), Verdi mai così in ritardo sul primo gol personale come in questo campionato, Verdi che fu brillante eccome in due stagioni al Bologna, Verdi che responsabilizzatissimo deve fare scordare le assenze (infortuni e riposo obbligatorio) fra i granata di di Jago Falque,  Zaza, Rincon, Lyanco, Baselli e soprattutto Ansaldi, Verdi che, squalificato, non ha giocato giovedì sera, e sino a notte, nella lunga durissima sfida  di Coppa Italia vinta dai suoi compagni ai rigori sul Genoa, ed è l'unico ad avere goduto di una sessantina di ore di riposo fra un confronto e l'altro. Tanti motivi speciali, e in seminegativo per il Torino, per il Bologna invece un'aria tutto sommato buona, fresca, con al seguito un bel gruppo di tifosi plaudenti e sbandieranti sempre e comunque, nel sole e nel gelo. In più un fattore-campo che rischia di essere tale ma non canonicamente cioè per i granata ospitanti a disagio, dicono loro, sulle zolle troppo molli dello stadio di casa (quelli del Bologna non ne sanno niente e dunque non si lamentano a priori…).

Vincerà il Torino più da toro plebeo che nobile, 1-0 dopo un gran bel (nel senso di brutto anzi bruttissimo) soffrire per 80 dei 95' complessivi, con i suoi giocatori sfiniti, con la fortuna per un palo di Palacio e la sfortuna per un palo di Verdi ancora senza gol, con Sirigu paradossalmente meno chiamato, in una partita di tanta difesa, a fare i soliti miracoli (due miracolucci e basta, per lui il minimo sindacale). Vincerà il Toro, ci saranno ovvie recriminazioni del Bologna, vincerà per una gente granata quasi commossa per un successo così diverso da quello recente sui giallorossi a Roma ma forse più suo quanto a show di spirito combattivo: e con ora una squadra a due punti dal sesto posto "europeo" del Cagliari, davanti a Milan e Napoli tanto per dire. E questo se si vuole impreziosito dalla prestazione di un davvero bel Bologna, manovriero, attento sui rari contropiedi, collezionista di calci d'angolo cercati e però poco sfruttati.

Un Bologna a cui è mancata solo la rabbia, quella che Mihailovic in salute spavalda spesso iniettava eccome nei suoi. E infine, per l'esercizio dei rimpianti, i due pali esterni, Verdi di piede Palacio di testa. Ad arbitrare una partita che comunque dice bene del gioco del calcio Piccinini, fiscale, pignolo, gialli su gialli però alla fine onestamente non influente sul risultato (un solo momento-Var per un rigore ipotetico - Izzo tocco di spalla - contro il Torino e manco richiesto da quelli del Bologna). I migliori di una contesa sempre tesa ancorché mai esageratamente drammatica (persino poche recite da presunti colpi duri ricevuti) Tomiyasu, Sansone, Orsolini e Poli in un Bologna senza punte puntute davvero, nel Torino Berenguer, Izzo, Verdi (massì Verdi, chissà perché tolto poco dopo la metà della ripresa per Laxalt, con sfogo di sua rabbia spiegabile) e soprattutto Belotti, combattente, commovente, martirizzatissimo dai marcatori, asfissiato dalla fatica. I peggiori offuscati dal peggiorassimo, Meitè del Torino, almeno dieci palle allegramente buttate vie e Mazzarri cieco o troppo buono con lui per tenerlo in campo.

Racconto breve ma intenso. Dieci minuti iniziali tutti del Bologna, spento solo negli ultimi metri, su spinta soprattutto di Orsolini e Poli, e come da prassi gol del Torino: Verdi porta avanti bene la palla, la dà a Belotti che esegue alcune magie di piede in spazio stretto e la regala Berenguer per un piattone preceduto da finta, colpo che se lo fa un Ibrahimovic esplodono le televisioni. Poi tutto il tempo che resta del primo tempo col Bologna che preme ma senza portare grossi pericoli. E su contropiede granata c'è il palo di Verdi, ammonitore. Ripresa e Poli riceve da Soriano e manda fuori al 2' da pochi passi, Palacio prende il palo al 6' (testa su corner), Izzo e i condomini della trincea granata murano quasi tutto e quasi tutti. Palacio sbaglia solo, da principiante del tiro, davanti a Sirigu mandando fuori all'11'. Laxalt per Verdi, Skov (attaccante) per Bani infortunato casuale, Edera per Berenguer stremato, entra anche Santander per Orsolini. A 3' dai 90' Sirigu esce su Palacio ormai al gol e gli porta via la sfera. Finale con il Torino che tiene palla sulle linee laterali e di fondocampo per guadagnare tempo, tanti balletti frenetici, pochi litigi e lo stop dopo 95' di battaglia tutto sommato sana.

IL TABELLINO

Torino-Bologna 1-0 (primo tempo 1-0)
Marcatori: 11' p.t. Berenguer

Assist: 11' p.t. Belotti

Torino (3-4-2-1): Sirigu; Izzo, Nkoulou, Djidji; De Silvestri, Meité, Lukic, Aina; Verdi (16’ s.t. Laxalt), Berenguer (36’ s.t. Edera); Belotti. All. Mazzarri. 

Bologna (4-2-3-1): Skorupski; Tomiyasu, Bani (27’ s.t. Olsen), Danilo; Mbaye; Poli (36’ s.t. Dominguez), Schouten;  Orsolini (32’ s.t. Santander), Soriano, Sansone; Palacio. All. Mihajlovic.

Arbitro: Piccinini di Forlì.

Ammoniti: 4’ p.t. De Silvestri (T), 11’ p.t. Mazzarri (T), 15’ p.t. Bani (B), 20’ s.t. Lukic (T), 14’ s.t. Sirigu (T), 38’ s.t. Nkoulou (T), 38’ s.t. Santander (B), 43’ s.t. Laxalt (T), 50’ s.t. Sansone (B)