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La pace in campo, la guerra fuori. Il Valencia vive giorni di passioni forti e almeno per oggi ha ricevuto una buona notizia. Vincendo 3-0 al Mestalla contro il Real Valladolid, la squadra ha centrato la salvezza. Manca il riscontro dell'aritmetica, ma i 9 punti di vantaggio sulle due terzultime (Huesca e Elche) a tre giornate dalla fine dicono che la pratica è chiusa. Resta invece totalmente aperto il caos fuori dal campo, col valencianismo in feroce rivolta contro Peter Lim, il miliardario singaporiano che oltre a essere sempre più un proprietario assenteista pare aver deciso di provocare la piazza con dichiarazioni totalmente prive di diplomazia. L'intervista rilasciata al Financial Times e pubblicata venerdì 7 maggio ha portato a un punto di non ritorno la rottura con la tifoseria. Che infatti nella giornata di sabato si è mobilitata con una vasta manifestazione (circa 5mila persone QUI) con punto d'arrivo all'esterno del Mestalla. La piazza chiede a Lim di andarsene, ma per tutta risposta un comunicato pubblicato ieri pomeriggio dal sito del club ha riferito che la proprietà non ha nessuna volontà di mollare (IL COMUNICATO). Di sicuro sarà una lunghissima guerra di nervi.

PARTITA – Chi non ha visto la partita immagina che il Valencia abbia dominato. Niente di più distante dal vero, come può controbattere chiunque abbia assistito alla gara. Per almeno 80 minuti su 90 la partita è stata condotta dal Valladolid, che può solo incolpare se stesso per non avere portato via punti dal Mestalla. Aveva di fronte un'avversaria che balbettava calcio, reduce dal cambio di allenatore avvenuto in settimana e che ha visto Salvador González Marco, meglio conosciuto come Voro, sostituire l'esonerato Javi Gracia. Per il neo-allenatore, figura ormai istituzionale del valencianismo e giunto alla sesta esperienza sulla panchina della squadra, il tempo per dare un'impronta alla squadra non c'è stato. E il campo lo ha testimoniato. In questo senso, un passaggio della telecronaca al 24' del primo tempo è stato indicativo: “Molto compatto il Valencia, fa fatica a trovare spazi il Valladolid”. Perché in effetti la partita la stavano largamente facendo gli ospiti, che pure hanno vinto una sola gara nelle ultime 18 e stanno appena 1 punto sopra la retrocessione. Pareva giocassero in casa e col campo in discesa, mentre dal punto di vista valenciano la situazione era da “li abbiamo chiusi nella nostra metà campo e non riescono più a venirne fuori”. Ma poi si sa com'è il calcio, con le partite che si decidono in modo inatteso. E così, a cavallo fra i due tempi, è giunta la doppietta dell'uruguayano Maxi Gómez, che pure non segnava da oltre 4 mesi: il primo gol al 46' del primo tempo, il secondo a 3' della ripresa. E da lì in poi il Valladolid ha ripreso a macinare gioco, ma col grave difetto di non vedere la porta. Il 3° gol messo a segno da Thierry Correia al 89' è stata più una giusta punizione per l'insipienza degli ospiti che un premio per la prova dei padroni di casa.

PAROLE INACCETTABILI - Dunque salvezza raggiunta. Ma poi? Cosa preserva il futuro al Valencia, dopo l'insanabile rottura consumata tra venerdì e sabato fra proprietà e tifoseria? L'intervista rilasciata al Financial Times da Lim è di quelle che non consentono riparazione (QUI). Già accusato negli ultimi anni dai tifosi di avere mollato ogni disegno ambizioso e di tenere il Valencia per meri interessi speculativi, Lim ha usato parole quasi sprezzanti verso di loro: “Provo compassione per i tifosi, ma detto fra noi, come si dice fra amici, le cose più piccole sono quelle che ti provocano i maggiori grattacapi”. Il senso è chiaro: il Valencia è il meno importante fra i suoi business e gli è soltanto fonte di fastidio. Parole che hanno fatto infuriare una tifoseria già totalmente mobilitata contro di lui. La vittoria raggiunta oggi dalla squadra guidata da Voro ha regalato qualche ora di tregua. Ma già da domattina tornerà essere conflitto durissimo.

@pippoevai